Dopo l’aumento dell’età pensionabile per il 2027 e il 2028, arriva la stima dell’innalzamento anche per il 2029. Per la pensione di vecchiaia si potrebbe arrivare a 67 anni e 6 mesi. La simulazione arriva dalla Ragioneria Generale dello Stato nel rapporto annuale sulle tendenze di medio-lungo periodo. Le tabelle dell’età pensionabile sono legate all’aspettativa di vita, prevista in aumento.
La Ragioneria fa un calcolo anche della spesa del sistema pensionistico, con il picco rispetto al PIL atteso per il 2041, quando raggiungerà il 17,1%. Dopo il calo dettato dalla ripresa economica post-Covid, a partire dal 2030 il trend tornerà a salire fino al valore massimo prima di riprendere a decrescere verso il 2070. Ma le stime a lungo termine interessano poco chi, tra appena tre anni, potrebbe vedere l‘uscita dal mondo del lavoro allungarsi ancora.
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Qual è la nuova età per andare in pensione?
Nel nuovo Rapporto (n. 27) sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario (aggiornato a luglio 2026), la Ragioneria Generale dello Stato mette nero su bianco la stima per l’età pensionabile dei prossimi anni. Dopo l’aumento, già deciso, per il 2027 e il 2028, arriva la simulazione per il 2029 e il 2031.
Sale ancora l’età pensionabile per via dell’aumento dell’aspettativa di vita e così nel 2029 per la pensione di vecchiaia si potrebbe arrivare a 67 anni e 6 mesi, che nel 2031 diventerebbero 67 anni e 8 mesi.
Come cambiano i requisiti: dal 2027 al 2029
Il requisito per la pensione di vecchiaia ordinaria oggi è fermo a 67 anni, ma a partire dal 1° gennaio 2027 subirà il primo aumento di un mese, e poi un altro mese nel 2028. Si arriverà così a 67 anni e due mesi.
Dal 2029, secondo le proiezioni, il requisito passerà a 67 anni e 6 mesi, rimanendo uguale nel 2030 prima di un ulteriore aumento nel 2031, quando arriverà a 67 anni e 8 mesi.
Si tratta di un calcolo effettuato sulla base dell’aumento della speranza di vita registrato nel 2024, e questo dato potrebbe subire modifiche. Secondo le stime, l‘aumento è di tre mesi per il 2029 e di un ulteriore mese nel 2031, ai quali – scrive la Ragioneria – se ne dovrà aggiungere un altro per recuperare gli adeguamenti precedenti, rendendo lo stacco di altri due mesi.
L’esito finale dipenderà, comunque, dai dati sulla speranza di vita che l’Istat certificherà.
Le stime: tabella anno per anno
Nel rapporto è presente una tabella che riassume i prossimi aumenti di età legati alla pensione di vecchiaia e i requisiti per la pensione anticipata.
| Anno | Vecchiaia | Anticipata uomini | Anticipata donne |
|---|---|---|---|
| 2026 | 67 anni | 42 anni e 10 mesi | 41 anni e 10 mesi |
| 2027 | 67 anni e 1 mese | 42 anni e 11 mesi | 41 anni e 11 mesi |
| 2028 | 67 anni e 3 mese | 43 anni e 1 mese | 42 anni e 1 mese |
| 2029 | 67 anni e 6 mese | 43 anni e 4 mesi | 42 anni e 4 mesi |
| 2031 | 67 anni e 8 mese | 43 anni e 6 mesi | 42 anni e 6 mesi |
Attenzione: per il 2029 e il 2031 si tratta di stime basate sulle previsioni demografiche Istat.
Il peso delle pensioni
Infine, la Ragioneria analizza il rapporto tra spesa pensionistica e PIL. Il picco sarà raggiunto nel 2041, con il 17,1% di spesa, che dovrebbe mantenersi stabile nei successivi tre anni.
Dal 2045 in poi è prevista una progressiva discesa fino al 16,2% del 2050 e poi al 14% nel 2070.
La riduzione, si legge nel documento, sarà determinata da:
- l’applicazione generalizzata del sistema contributivo che si accompagnerà alla stabilizzazione;
- l’inversione di tendenza del rapporto tra pensionati e occupati;
- la progressiva uscita dei baby boomer dal sistema;
- l’adeguamento automatico dei requisiti minimi di pensionamento.