Tra le ipotesi allo studio in vista della Legge di Bilancio 2027 spunta anche una nuova stretta fiscale su banche, assicurazioni e operazioni finanziarie. Il Governo starebbe pensando ad un aumento dell’addizionale Ires, al rialzo della Tobin Tax sulle transazioni di Borsa e ad ulteriori limitazioni all’utilizzo dei crediti d’imposta. Il pacchetto di interventi dovrebbe contribuire a garantire 5 miliardi di euro di maggiori entrate nel 2027, secondo quanto indicato nel Documento programmatico di bilancio.
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Manovra 2027, ipotesi Ires verso il 30%
L’Ires, imposta diretta e proporzionale applicata sul reddito complessivo netto delle società di capitali, degli enti commerciali e delle cooperative, è attualmnete al 24%. Tra le ipotesi considerate dal Governo per la Manovra 2027 c’è l’idea di aumentare l’imposizione al 30%.
L’intervento consentirebbe di incrementare il gettito derivante dagli utili degli istituti di credito e rappresenterebbe una delle componenti del contributo richiesto al settore finanziario. La proposta dovrà però essere discussa con le associazioni di categoria, che hanno già manifestato perplessità sull’introduzione di nuovi oneri.
Le banche ricordano infatti l’accordo raggiunto in occasione della precedente Legge di Bilancio, che prevedeva un contributo complessivo di circa 10,5 miliardi di euro attraverso diversi interventi fiscali.
Tobin Tax, possibile aumento fino allo 0,60% sulle operazioni finanziarie
Un altro intervento riguarda la Tobin Tax, l’imposta applicata a determinate transazioni finanziarie, tra cui l’acquisto di azioni e alcuni strumenti partecipativi.
In questo il Governo starebbe valutando un aumento delle aliquote attualmente previste. Per le operazioni soggette all’imposta effettuate sui mercati regolamentati e sui sistemi multilaterali di negoziazione, l’aliquota potrebbe passare dallo 0,20% allo 0,40%.
Per gli acquisti effettuati al di fuori di questi mercati, invece, il prelievo salirebbe dallo 0,40% allo 0,60%. Le proposte riguardano le operazioni su titoli che rientrano nell’ambito di applicazione della tassa, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, tra cui quelli relativi alla capitalizzazione delle società.
Anche le operazioni di negoziazione ad alta frequenza potrebbero subire un aumento, con il passaggio dell’aliquota dallo 0,04% allo 0,06%.
Quanto potrebbe aumentare il costo degli investimenti in Borsa
L’eventuale rialzo della Tobin Tax avrebbe conseguenze anche per gli investitori che effettuano operazioni soggette all’imposta. Per esempio, su un acquisto di azioni del valore di 10mila euro effettuato su un mercato regolamentato, un’aliquota dello 0,20% corrisponde a un’imposta teorica di 20 euro.
Con il passaggio allo 0,40%, il prelievo salirebbe a 40 euro. Per la stessa operazione effettuata al di fuori di un mercato regolamentato, l’eventuale aumento dallo 0,40% allo 0,60% porterebbe l’imposta teorica da 40 a 60 euro.
Si tratta di esempi di calcolo riferiti a operazioni interamente imponibili, senza considerare eventuali esenzioni, esclusioni o particolari modalità di determinazione della base imponibile. Non tutte le compravendite di strumenti finanziari sono infatti soggette alla Tobin Tax.
Crediti d’imposta Dta, ipotesi di blocco per tutto il 2027
Il pacchetto fiscale potrebbe comprendere anche nuove limitazioni relative alle Dta, le imposte anticipate che, in presenza delle condizioni previste dalla legge, possono essere trasformate in crediti d’imposta. Una delle proposte prevede di sospendere per tutto il 2027 la trasformazione di determinate quote di Dta in crediti utilizzabili in compensazione.
La misura potrebbe riguardare banche, assicurazioni e altre imprese interessate dalle disposizioni fiscali sulle imposte anticipate. Un secondo intervento allo studio riguarda la possibilità di cedere a terzi i crediti d’imposta derivanti dalle Dta, con l’introduzione di restrizioni finalizzate a contrastare operazioni irregolari.