Intesa alza l’offerta su Mps a 31,4 miliardi e dà l’ultimatum: nessun accordo con Bpm

Il gruppo torinese rilancia su Monte dei Paschi di Siena con 31,4 miliardi ma a una condizione: l'offerta cade se i soci Mps approvano accordi.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Intesa Sanpaolo preme sull’acceleratore per prendere il controllo di Monte dei Paschi di Siena. Il Consiglio di amministrazione dell’istituto guidato da Carlo Messina si è riunito in via straordinaria per mettere a punto un rilancio strategico dell’offerta pubblica di acquisto e scambio, aumentando la componente in denaro per convincere definitivamente gli azionisti senesi.

Potrebbe essere l’ultima occasione per la banca toscana, dopodiché sembra che il gruppo torinese lascerà il campo agli altri possibili interlocutori, Banco Bpm e Generali.

La controffensiva di Mps e il piano Lovaglio

La partita si era infiammata ad agosto a seguito della mossa dell’amministratore delegato dell’istituto, Luigi Lovaglio, che aveva promosso una controffensiva per preservare l’autonomia del gruppo senese.

Per evitare gli effetti della proposta concorrente, che prevedeva la cessione di 635 filiali a Unipol-Bper, il Cda di Montepaschi aveva deliberato il via libera a due offerte separate per acquisire Banco Bpm e Banca Generali.

L’obiettivo di Siena è trasformare Monte dei Paschi da preda ad aggregatore, creando un nuovo polo bancario potenziale da quasi 70 miliardi di euro. Il progetto deve però superare sia l’approvazione dell’assemblea interna, sia le titubanze dei soci di riferimento dei due gruppi nel mirino: Crédit Agricole (al 29,3% in Banco Bpm) e il gruppo Generali (che controlla il 51% di Banca Generali).

Quanto vale ora l’offerta di Intesa Sanpaolo

L’obiettivo di Ca’ de Sass è proprio quello di neutralizzare questa mossa e blindare l’operazione rendendola finanziariamente inattaccabile. In caso di adesione totale da parte dei soci del Monte, la nuova proposta raggiunge un valore complessivo di 31,4 miliardi di euro.

Si tratta di circa 800 milioni di euro in più rispetto ai 30,6 miliardi iniziali, ma a fare la differenza nel nuovo piano è soprattutto la revisione della componente “cash”:

Un’iniezione di liquidità pensata per vincere le resistenze del mercato e accelerare la nascita di un colosso creditizio ancora più solido nel panorama europeo.

L’aut aut di Intesa a Monte Paschi di Siena

Oltre al rilancio economico, dalla riunione straordinaria del Cda è arrivato un vero e proprio ultimatum indirizzato ai vertici e all’azionariato di Montepaschi.

L’offerta diventerà immediatamente inefficace se l’assemblea di Mps dovesse approvare anche solo una delle due operazioni parallele attualmente in discussione su Banco Bpm o Banca Generali.

La linea strategica di Intesa è chiara: l’operazione ha senso solo per la struttura attuale di Siena. Se Mps deciderà di intraprendere ulteriori aggregazioni, l’assegno da 31,4 miliardi verrà ritirato all’istante.

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