Scoppia il caso Berlusconi-Putin: ecco chi rischia già di saltare nel governo Meloni

Bufera su Silvio Berlusconi dopo le sue prole sul presidente russo Putin. Il governo Meloni rischia di non vedere neanche la luce

Il governo Meloni rischia di abortire prima di nascere? Una domanda che in tanti si stanno ponendo dopo l’ultima uscita di Silvio Berlusconi. Neanche il tempo di ricucire i rapporti con la leader e futura premier, che l’ex Cav rischia di nuovo di buttare l’all’aria tutto. Questa volta la querelle non riguarda i ministri che si siederanno nel prossimo Esecutivo di centrodestra a trazione Meloni (qui vi abbiamo parlato del caso Ronzulli), ma le affermazioni “rubate” al leader azzurro sui suoi presunti rapporti con Putin.

Cosa ha detto Berlusconi su Putin

E’ diventato subito virale l’audio in cui Berlusconi racconta, durante l’assemblea di Forza Italia, di aver “riallacciato i rapporti con Putin”, che – dice il capo di Forza Italia – “mi ha mandato per il mio compleanno 20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima”, a cui “io ho risposto con delle bottiglie di Lambrusco e una lettera altrettanto dolce”.

Apriti cielo. Naturalmente, se fosse confermato, il ritrovato rapporto di stima e fiducia tra Silvio e Vladimir avrebbe implicazioni gravissime sugli equilibri geopolitici italiani, europei e persino occidentali. “Putin mi aveva indicato tra i suoi 5 migliori amici” dice Berlusconi nel suo audio.

I ministri russi hanno detto che siamo già in guerra con loro perché forniamo armi e finanziamenti all’Ucraina. Però sono molto, molto, molto preoccupato. Ho riallacciato un pò i rapporti con il presidente Putin, un pò tanto, nel senso che per il mio compleanno mi ha mandato 20 bottiglie di vodka e una lettera dolcissima. Gli ho risposto con bottiglie di Lambrusco e una lettera altrettanto dolce. Sono stato dichiarato da lui il primo dei suoi 5 veri amici”. Questo ciò che si può ascoltare in un audio pubblicato da LaPresse (e che potete sentire nel video pubblicato).

Le repliche ufficiali di Forza Italia e Fratelli d’Italia

Scoppiata la bufera, i parlamentari azzurri sono corsi ai ripari provando a dire che si tratta di una vecchia storia risalente a molti anni fa e relativa a uno scambio di regali con il presidente russo. “Le bottiglie di Putin in regalo a Berlusconi per il compleanno? Roba vecchia, del 2008”, minimizza Antonio Tajani, la cui candidatura a vicepremier e ministro degli Esteri potrebbe a questo punto saltare.

“La posizione di Forza Italia e del Presidente Silvio Berlusconi rispetto al conflitto ucraino e alle responsabilità russe è conosciuta da tutti, è in linea con la posizione dell’Europa e degli Stati Uniti, ribadita in più e più occasioni pubbliche. Non esistono né sono mai esistiti margini di ambiguità” recita una nota di Forza Italia in cui l'”uomo di Arcore” smentisce la notizia su una presunta ripresa dei rapporti con il presidente russo.

“L’Italia è e resterà nel solco dell’Unione europea e dell’alleanza atlantica. Berlusconi, come tutti, ha avuto rapporti con Putin per provare ad avvicinarlo alle democrazie liberali. Ma quella fase storica è finita quando Putin ha deciso di invadere l’Ucraina con i carri armati. Ora il solco è incolmabile”: questa la posizione di Fratelli d’Italia ribadita da Fabio Rampelli.

I dubbi sulle posizioni del centrodestra

La guerra di Putin in Ucraina è spietata e al di fuori di qualunque rispetto delle leggi internazionali, spazio per il riavvicinamento non può esserci. Proprio in questi giorni ha fatto il giro del mondo la notizia rilanciata dall’Onu dei soldati russi che vengono “bombati” di Viagra e droghe per abusare sessualmente di civili ucraini, donne, uomini e bambini, nessuno escluso (ne abbiamo parlato approfonditamente qui).

Eppure anche il contestatissimo neoeletto Presidente della Camera Lorenzo Fontana è riuscito a fare affermazioni quantomeno discutibili sulle sanzioni: “Bisogna fare attenzione alle sanzioni: potrebbero essere un boomerang. Loro, la Russia erano preparati da tempo, noi in Europa no”. L’esponente della Lega di Matteo Salvini è da sempre in sintonia con la Russia di Putin e non nasconde le sue idee, come sulla famiglia e sull’aborto.

Tornando a Berlusconi, le sue dichiarazioni non solo mettono a rischio gli sforzi di Meloni di formare il nuovo governo, ma anche i rapporti con la sua “famiglia” politica europea, il Partito popolare europeo (PPE), in particolare tra i legislatori UE che si occupano di affari esterni.

In campagna elettorale, il presidente del PPE Manfred Weber aveva invitato gli italiani a votare per Forza Italia per garantirne l’orientamento europeista. “E’ molto chiaro che la coalizione di centrodestra è favorevole all’integrazione europea, ribadisce la cooperazione transatlantica con i nostri amici americani, il ruolo nella Nato e nei valori europei”, aveva detto Weber a Roma prima delle elezioni.

Ma da allora Berlusconi ha dimostrato il contrario. In pochi forse lo ricorderanno, ma un paio di settimane fa ha detto: “Putin doveva solo sostituire il governo di Zelensky con un governo di persone perbene” e “le truppe russe avrebbero dovuto fermarsi solo intorno a Kiev”.

Il governo Meloni – temono a Bruxelles – rischia di minare ulteriormente i valori fondanti dell’UE di uguaglianza, democrazia e stato di diritto e indebolirebbe l’unità e la solidarietà.

Chi rischia di non entrare nel governo Meloni

Naturalmente in casa Fratelli d’Italia non hanno preso per nulla bene l’uscita infelice di Berlusconi. “È una testa di c…, in un giorno ha rovinato tutto”, “Un povero rimbambito” rivelano a caldo due fedelissimi di Giorgia Meloni al Fatto Quotidiano. Berlusconi avrebbe anche minacciato velatamente di far saltare il compagno di Meloni, Andrea Giambruno, che lavora a Mediaset.

Cosa farà adesso Meloni? Per farla pagare all’ex Cavaliere la leader di FdI potrebbe lasciare fuori dal governo Elisabetta Casellati: al ministero della Giustizia andrà Carlo Nordio, come già era nell’aria. E poi lo stesso Tajani rischia grosso.

Qui il “Patto della Scrofa” tra Meloni e Berlusconi e tutti i ministri in lizza

Intanto, giovedì 20 ottobre il centrodestra unito è atteso al Quirinale per le consultazioni con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’incarico a Meloni potrebbe arrivare già venerdì 21.