Uguaglianza tra le lauree, al via il referendum online sul valore legale del titolo di studio – La norma che elimina l’uguaglianza tra le lauree fa discutere. E il ministero dell’Istruzione avvia una consultazione pubblica online sul tema. Un mese di tempo per partecipare al questionario

La norma che elimina l'uguaglianza tra le lauree fa discutere. E il ministero dell'Istruzione avvia una consultazione pubblica online sul tema. Un mese di tempo per partecipare al questionario

Come giudichereste una differenziazione qualitativa di titoli di studio nominalmente equivalenti? A chiederlo è il ministero dell’Istruzione, in una delle 15 domande presenti nel questionario pubblicato sul proprio sito, sul tema del valore legale del titolo di studio.

La consultazione è accessibile all’indirizzo http://www.istruzione.it/web/ministero/consultazione-pubblica. Per partecipare è richiesto il proprio codice fiscale e un indirizzo e-mail al quale arriverà la password per accedere alle domande, che cercheranno di  il più possibile la tematica in questione. Il termine ultimo per partecipare è il 24 aprile. Il questionario è anonimo ma i dati potranno essere usati dal ministero per tracciare i profili delle persone che accederanno alla consultazione per valutarne poi il successo e il valore statistico.

Lo scopo del questionario è quello di consentire all’opinione pubblica di esprimere il proprio orientamento sull’argomento, dal punto di vista dei riflessi sulla società e su parte del mondo del lavoro, attraverso uno strumento – la consultazione pubblica – che in Europa è ormai una prassi consolidata.

L’annunciata revisione del valore legale del titolo di studio si trova in una norma inserita nel decreto semplificazioni, già approvato alla Camera, attualmente in stand by al Senato, dove affronterà gli emendamenti ammessi (fin’orane sono stati presentati 578 in commissione Affari Istituzionali di palazzo Madama).
La norma, se il decreto fosse convertito in legge così com’è, introdurrebbe anche per  i concorsi pubblici una valutazione ad hoc dei titoli di studio e, più in generale, del curriculum dei candidati. Attenuare il valore legale dei titoli, vuol dire in sostanza che le lauree non sono più tutte uguali di fronte alla legge e, nel valutare una candidatura, anche un ente pubblico può tenere conto del “peso specifico” del titolo. Proprio come una selezione in un’azienda privata. Un modo anche per aumentare la competizione fra le università. Si taglierebbero fuori gli atenei “posticci” a vantaggio delle lauree più ‘accreditate’, col rischio però di escludere le università minori creando istituti di serie “a” e serie “b” . Pro e contro. Il sito del Miur attende di conoscere la vostra opinione.

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