Treni, l’odissea dei regionali. I tagli e gli aumenti tariffari degli ultimi anni – Aumentano i pendolari, ma le Regioni dedicano alle ferrovie locali una cifra inferiore all’1 per cento del proprio bilancio.

Aumentano i pendolari, ma le Regioni dedicano alle ferrovie locali una cifra inferiore all'1 per cento del proprio bilancio.

Riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento. Come se non bastasse, anche i software di gestione dei turni dei ferrovieri vanno in tilt, come successo recentemente alle linee Trenord (i consumatori hanno promosso una class action), costringendo i pendolari ad affrontare situazioni da girone dantesco.

Il 2012 è l’anno nero per coloro che ogni giorno viaggiano su rotaia. Da Nord a Sud, senza eccezioni. Con i progressivi tagli al servizio e gli aumenti ai biglietti, spostarsi sulle linee ferroviarie italiane, secondo Legambiente in molti casi già al limite del collasso, si fa sempre più difficile.
Un paradosso se si considera che l’aumento della domanda di trasporto pendolare è un dato comune a larga parte delle città europee: in Italia la mobilità pendolare è aumentata di oltre il 60% in 15 anni, e i pendolari sono quasi un quarto della popolazione, complice l’aumento del costo della vita nelle grandi città.
Ma anziché potenziare un servizio che, a differenza dell’auto, non impatta la bilancia energetica, non congestiona le strade, non inquina l’aria delle città e costa meno all’utente, gli investimenti per le tratte dei treni regionali sono su un binario morto.

Certo, crescono le Frecce Rosse e diminuiscono i tempi di percorrenza tra Roma e Milano, mentre si annuncia che gli Italo percorreranno la tratta da Ancona fino a Bologna sulla nuova linea ad alta velocità. Ma come riporta un’inchiesta de La Repubblica, “i regionali sono sempre meno: 6.800 quelli di Trenitalia, il numero più basso degli ultimi dieci anni, che nel 2012 hanno coperto 155 milioni di chilometri (-4,5% rispetto al 2010). I treni a percorrenza breve sono sempre più rotti e sporchi. Non solo in ritardo, non passanomproprio."

I dati non stupiscono se si considera che nessuna delle venti Regioni, titolari della gestione del trasporto locale, dedica alle ferrovie locali una cifra che arriva all’1 per cento del proprio bilancio. Si legge sul quotidiano diretto da Ezio Mauro "Nella Lombardia dello scandalo Trenord s’impegna lo 0,51 per cento del totale, nel Lazio di Fiorito-Batman lo 0,13 per cento e la Calabria spende per il trasporto locale su ferro tre euro ogni diecimila a disposizione. Nel Lazio le spese per le indennità di consiglieri e gruppi politici nel 2011 sono state di 36,1 milioni, quelle destinate ai pendolari un milione in meno. La Regione Sicilia ha speso 36 milioni per i gruppi di partito, un terzo per i treni regionali”. 

Quest’anno i tagli ai servizi in Campania hanno toccato il 90%; sono stati del 15% in Puglia e del 10% in Abruzzo, Calabria, Campania e Liguria. Sono state chiuse 12 linee in tutto il Piemonte, in Abruzzo e in Molise definitivamente soppressi i treni della linea Pescara-Napoli. Con il nuovo cambio d’orario vengono soppressi tutti i treni tra Sibari e Taranto, sostituiti con autobus.
In compenso, tutte le Regioni hanno aumentato le tariffe dei biglietti. Il prezzo in Toscana è cresciuto del 20%, nel Lazio 15% e in Liguria del 10% per il biglietto semplice e del 5% per gli abbonamenti mentre è previsto un’ulteriore maggiorazione del 3% per il 2013. Aumenti che si vanno a sommare a quelli del 2011, come in Lombardia dove le tariffe erano già state incrementate del 23,4% l’anno passato.

Tagli e aumenti tariffari negli anni 2011 e 2012

Regioni

2011

2012

Taglio ai servizi

Aumenti tariffe

Taglio ai servizi

Aumenti tariffe

Abruzzo

-10%

+20%

-10%

+4,5%

Calabria

 

 

-10%

 

Campania

-10%

+12,5%

-10%

+10%

Emilia-Romagna

-3%

+10%

 

 

Lazio

 

 

-3,7%

+15%

Liguria

-12%

+20%

-10%

+10%

Lombardia

 

+23,4%

 

 

Marche

-13%

 

 

 

Piemonte

-5%

+10%

-5%

+12,5%

Puglia

 

 

-15%

+4%

Toscana

-3,3%

+1,
5%

-3%

+20%

Umbria

-3%

 

 

+25%

Veneto

-3,35%

+15%

 

 

Elaborazione Legambiente su dati Regioni e Trenitalia

Treni, l’odissea dei regionali. I tagli e gli aumenti tariffari degli ultimi anni – Aumentano i pendolari, ma le Regioni dedicano alle ferrovie locali una cifra inferiore all’1 per cento del proprio bilancio.
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