Sprechi da G20: il summit a San Pietroburgo costa 210 milioni

In Russia si apre il summit internazionale. Che al solito non bada a spese.

Caso Siria, crisi valutaria, disoccupazione dilagante: l’agenda di lavoro sul tavolo del G20 che si apre a San Pietroburgo, in Russia, è decisamente abbondante, e la speranza è che il summit partorisca soluzioni che vadano al di là dei buoni propositi. Anche perchè il passato insegna che raramente il vertice fra i potenti del mondo ha prodotto risultati tangibili, a fronte di costi invece decisamente tangibili a carico dei contribuenti del Paese ospitante. Non si tratta di una facile crociata anti-casta, ma di una valutazione fra costi e benefici che, in tempi di spending review dilagante, merita quanto meno attenzione. Un’inchiesta di Vito Lops sulle pagine del Sole 24 Ore ha messo in luce le voci di spesa più corpose del G20 russo, che non si discosta granchè dalle edizioni precedenti. In totale il vertice verrà a costare non meno di 7 miliardi di rubli, circa 2010 milioni di euro.
 
LOGISTICA – Secondo i dati ufficiali dell’amministrazione presidenziale il G20 di San Pietroburgo costa circa 2 miliardi di rubli (poco meno di 45 milioni di euro), ma il giornale economico "Kommersant" arriva appunto ad un totale di 7 miliardi conteggiando, al di là della parziale chiudura dell’aeroporto Pulkovo, la logistica del summit: si tratta di un grande centro stampa che lavora 24 ore al giorno, un ristorante che offre i pasti gratuitamente e musica dal vivo, navette di collegamento agli alberghi solo per citare le voci principali, cui vanno aggiunte le spese per i vari gadgets (tazze, felpe, borse e k-way col logo del summit, peluche delle mascotte delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014, l’altro grande evento su cui punta Mosca per rilanciare la propria immagine internazionale e attrarre investimenti). Nonchè un numero imprecisato di droni, gli aerei senza pilota, che sorvoleranno la zona per la sicurezza dei protagonisti.
 
ALLOGGI – Ma sono anche e soprattutto gli alloggi dei politici ad alzare il budget, per quanto al momento non esistano dati certi per quanto concerne l’edizione di quest’anno. Basti ricordare che nell’ultimo Summit svoltosi a Cannes, nel 2011, il costo delle camere dei protagonisti non mancò di sollevare polemiche: La suite a cinque stelle dell’Hotel Majestic scelta dall’allora presidente della Francia, Nicolas Sarkozy sarebbe costata circa 40mila euro a notte, poco più dei 37 mila della "Grace Kelly" suite scelta dal presidente Barack Obama al Carlton Hotel. Silvio Berlusconi si sarebbe accontentato di una stanza da 25.000 sterline (oltre 31mila euro a notte). Quanto all’austera Angela Merkel avrebbe opato per una camera tra 10 e 30mila sterline. L’unico politico "frugale", in quell’occasione, sarebbe stato il Primo Ministro britannico Cameron con una stanza da 1.680 sterline a notte.
 
Sempre secondo il Kommersant, però, per quanto dispendioso il summit di San Petroburgo non rappresenta un record sul fronte spese: il G20 di Londra, nel 2009, era costato alle casse pubbliche dieci volte di meno (20 milioni di dollari), ma in Canada si era arrivati a 679 milioni di dollari, anche se la cifra è da dividere tra i due summit di G8 e G20. C’è da sperare che dormire bene serva se non altro a partorire decisioni migliori.
Sprechi da G20: il summit a San Pietroburgo costa 210 milioni
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