Spiagge, laghi, caserme e terreni: dallo Stato agli enti locali

Il federalismo demaniale sta prendendo forma. Primo sì dalla commissione parlamentare

Fiumi e laghi che attraversano più Regioni resteranno allo Stato, cosi come le sedi di organi di rilevanza costituzionale, come il Quirinale e i palazzi dove si trovano la Camera e il Senato.
Invece spiagge e caserme dismesse passeranno agli enti locali.

Sono queste le forme che sta prendendo l’Italia di domani, quella federalista, fortemente voluta dalla Lega.
Il primo mattone dell’impianto è stata appena discussa dalla bicamerale. E riguarda il cosiddetto federalismo demaniale. Oggetto di discussione è stata la proposta di parare messa a punto da Marco Causi (Pd) e Massimo Corsaro (Pdl) che ha fissato alcuni limiti. Per quanto riguarda il demanio idrico, i relatori hanno suggerito di escludere i beni “di ambito sovra regionale“, come appunto il Po e il Lago di Garda, da quelli trasferibili. Gli specchi d’acqua “chiusi e privi di emissari di superficie“, come il Lago di Bracciano, andrebbero invece alle province. Per il resto i beni del demanio idrico e marittimo, come le spiagge, saranno trasferiti alle Regioni, anche se una quota dei proventi derivanti dalle concessioni andrà alle province. Secondo il parere, entro un anno andranno quindi individuati i beni del ministero della Difesa, le caserme dismesse, da trasferire agli enti locali.

La Lega, dopo la discussione sul federalismo demaniale, insiste sul portare il testo in Consiglio dei ministri il più presto possibile, ovvero il prossimo 21 maggio. Mentre l’opposizione chiede più tempo per valutare l’impatto sui conti pubblici. Sembrerebbe, però, che la Lega riesca a spuntarla: il centro destra ha approvato a maggioranza la proposta che fissa il voto sul parere per mercoledì prossimo.

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