Sopravvivere agli incentivi: un vademecum per capire come – Poco tempo per richiederli, scarsa chiarezza e anche sprechi. I punti deboli dell’operazione bonus

Poco tempo per richiederli, scarsa chiarezza e anche sprechi. I punti deboli dell'operazione bonus

Secondo la rivista Altroconsumo, quella verso gli incentivi è una corsa a ostacoli. Tra i problemi maggiori, tempi stretti, istruzioni non molto chiare e sprechi, come i 20 milioni di euro destinati all’acquisto dei fuoribordo “ecologici”.
Per questo motivo, la rivista di tutela dei consumatori, propone una miniguida prêt-à-porter che indica i punti deboli dell’intera operazione e propone alcune vie d’uscita ispirate a semplice buon senso.

Sconti sull’acquisto
Il Decreto Legge nr. 40, conosciuto come Decreto incentivi, prevede un fondo di 300 milioni di euro (di cui 50 milioni sottratti al fondo per il credito di imposta destinato alle aziende che investono in ricerca), per gli acquisti ad alta efficienza energetica ed ecocompatibili. Le agevolazioni sono riconosciute tramite lo sconto diretto sul prezzo di vendita per gli acquisti fatti dal 15 aprile al 31 dicembre 2010. Il tempo, in realtà, è molto meno. Il ministero non ha previsto un criterio specifico per l’accesso agli sconti, in pratica la logica è quella del “chi primo arriva meglio alloggia“, ma essendo i fondi decisamente scarsi, il rischio che si esauriscano nel giro di poco tempo è reale.

Poca chiarezza
A giudicare dalla confusione di termini il decreto è poco chiaro. Districarsi tra i requisiti richiesti non è semplice e si rischia di fare una certa confusione.

Cucine. Si parla di alta efficienza in modo molto generico, senza chiarire di cosa si tratta esattamente. Il riferimento alle norme che limitano la presenza di formaldeide ci sembra ovvio, visto che già dal dicembre 2008 in Italia i pannelli di legno, i semilavorati e i prodotti finiti devono rispettare le emissioni fissate dalla norma UNI EN 13986. Si parla di pompe di calore per produrre acqua calda sanitaria, ma in realtà i modelli incentivabili sono un numero limitatissimo. Inoltre, è da valutare se con questa soluzione c’è un reale beneficio ambientale.

Immobili. Il decreto è fumoso anche rispetto all’incentivo previsto per la casa. Non è chiara la definizione di immobile oggetto dell’agevolazione. Per ottenere il bonus la casa deve essere di nuova costruzione e destinato a “prima abitazione di famiglia“. Cioè? Il fisco prevede due definizioni ben distinte (“prima casa” e “abitazione principale”), cosa intende il ministero per “prima abitazione di famiglia”? Qual è delle due? Senza questo chiarimento la norma non è applicabile e i cittadini rischiano di non ottenere gli incentivi per colpa di un linguaggio approssimativo e fuorviante.

Il bonus non conviene sempre
I contributi, tranne quelli per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica, non sono cumulabili con altri benefici previsti per i prodotti: scegliete quale sfruttare per ottenere il massimo del risparmio. Per esempio, se si deve sostituire un frigorifero di una cucina componibile vale la pena fare due conti, perché se si utilizza l’agevolazione introdotta con la Finanziaria 2007 possiamo ottenere il 20% di detrazione (da scalare dalla dichiarazione dei redditi) su una spesa massima di 1.000 euro.

Quale ecocompatibilità?
Viene incentivato (20% di sconto su un massimo di 1.000 euro) anche l’acquisto di motori fuoribordo a basso impatto ambientale a patto di sostituire quelli di vecchia generazione, più inquinanti. La dicitura è generica, non sono specificati quali sono i parametri a cui fare riferimento (emissioni, consumi…), ed è illogico visto che il decreto mira a una riduzione dell’impatto ambientale. Inoltre è davvero poco coerente spendere 20 milioni di euro del già esiguo fondo per un settore che non rappresenta, se non per una ristretta élite, una necessità primaria. Se l’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale dei fuoribordo basterebbe disincentivarne l’acquisto con delle sovrattasse piuttosto che presentarli come acquisti ecologici.

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