Qualcuno manda sex toys a sconosciuti e Amazon non riesce a fermarlo

Pacchi anonimi e frequenti, contenenti sex toys non richiesti: c'è un utente che si diverte ad acquistare sex toys su Amazon, per spedirli a donne apparentemente sconosciute.

É una storia che ha dell’incredibile, quella che per protagonisti Amazon e un’incredula ragazza americana di nome Nikki. Qualche tempo fa, Nikki ha ricevuto una scatola dal celebre marketplace. Una scatola che non si aspettava. Al suo interno, sex toys mai ordinati. Pensò ad un errore nelle spedizioni, ma poi i pacchi cominciare a diventare due, tre, quattro, senza fermarsi più. Così, quello che all’inizio sembrava un semplice errore, presto si è trasformato in una inquietante routine, a cui Amazon ancora non è ancora stato in grado di porre fine.

«La cosa assurda è che se davvero ci fosse un hacker, o qualcuno che si diverte a spedire sex toys a donne sconosciute, tutto questo gli costerebbe molto. Ho cercato online i prodotti che ho ricevuto, e costano sui 25 dollari» ha dichiarato Nikki, intervistata dal Daily Best. Ma, il suo, sembrerebbe non essere un caso isolato. Una fonte interna all’azienda ha infatti confessato che, da qualche tempo, qualcuno si diverte a spedire prodotti non richiesti – generalmente sex toys, appunto – a utenti scelti casualmente. Un vero e proprio mistero: Amazon non ha ancora capito perché vengono acquistati, e con che criterio vengono scelti i destinatari.

«Stiamo facendo le opportune indagini in merito alle lamentele di chi ha ricevuto prodotti indesiderati, perché questo fatto viola la nostra politica. Abbiamo verificato che, chi spedisce questi prodotti, non ha ricevuto i nomi e gli indirizzi dei destinatari da noi», fanno sapere dal marketplace. Ma Nikki è preoccupata, e ha paura di essere vittima di cyber-stalking. Nonostante abbia più volte chiamato il costumer service di Amazon, dichiara di essersi sentita ignorata, non presa sul serio. Per lei, sapere chi le invia quei prodotti non è una curiosità: è una necessità dettata dalla paura, e dal suo sentirsi vittima.

Dopo numerosi tentativi, ha scoperto che – il nome dell’account che ordina le spedizioni – è diverso da quello del titolare della carta di credito con cui gli acquisti vengono effettuati. E, tramite una sorta di indovinello, ha scoperto finalmente il nome di quell’uomo. Amazon le ha assicurato che stanno lavorando perché una cosa di questo tipo non succeda più, ma le ha negato i dati del fautore delle spedizioni. Una cosa che Nikki trova in accettabile: è fondamentale per lei sapere se quell’uomo sia o meno della sua città, se la conosce di persona. Ma nemmeno la Polizia è riuscita ad aiutarla.

Dopo che il suo caso è venuto allo scoperto, numerose sono state le denunce di avvenimenti simili: dal Massachusetts al Canada, molte donne hanno dichiarato di aver ricevuto sex toys non richiesti. Secondo alcune fonti (anche interne all’azienda) si tratterebbe di quello che Amazon chiama “verified review hacking“, un sistema di pirateria informatica che ha come obiettivo l’ottenimento di recensioni positive. I venditori potrebbero potenzialmente spedire i loro prodotti da account fasulli a degli sconosciuti, con l’obiettivo di ottenere le famose cinque stelle. Tuttavia, portavoci di Amazon smentiscono questa teoria: pochissime sarebbero le recensioni collegate a quelle spedizioni misteriose, e i dati di chi riceve i pacchi anomini non possono essere stati presi da mailing list aziendali. Proprio per questo, il numero uno dei marketplace non sarebbe in grado di fermare lo spiacevole fenomeno.

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