Sanità, approvato il piano taglia-attese. Visite ed esami in tempi accettabili? – Una serie di prestazioni mediche dovranno essere garantite entro tempi stabiliti. L’urgenza equivale a 3 giorni al massimo

Una serie di prestazioni mediche dovranno essere garantite entro tempi stabiliti. L'urgenza equivale a 3 giorni al massimo

720 giorni per un ecodoppler, 420 per una mammografia, 390 per una visita cardiologica. Sono alcuni tempi di attesa riscontrati a livello nazionale dal Tribunale dei diritti del malato lo scorso anno. Tempi assurdi che non garantiscono certo il diritto alla salute sancito dalla Costituzione. Una situazione che dovrebbe essere cancellata dal nuovo Piano nazionale di governo delle liste d’attesa, almeno nelle intenzioni del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che l’ha appena presentato.

Visita “urgente” vuol dire in tre giorni

Il piano individua alcune categorie di interventi sanitari che dovranno essere sottoposte a monitoraggio per  arrivare a garantire degli specifici “tetti” temporali. Vengono elencate 58 prestazioni tra visite specialistiche, esami diagnostici e ricoveri (in day hospital o ordinari) che dovranno avere la priorità. Al momento della prescrizione (la famosa “impegnativa”) il medico dovrà indicare un codice corrispondente a un  livello di urgenza:

•  U (Urgente), da eseguire nel più breve tempo possibile e comunque entro 72 ore;
•  B (Breve), da eseguire entro 10 giorni;
•  D (Differibile), da eseguire entro 30 giorni per le visite o 60 giorni per gli esami diagnostici;
•  P (Programmata).

In ogni caso per le patologie oncologiche e cardiovascolari sono prescritti al massimo:

•  30 giorni  per la prima visita specialistica,
•  altri 30 giorni per l’eventuale intervento chirurgico.

Nella lista delle prestazioni “a tempo massimo” rientrano anche tutte le principali visite specialistiche (ortopediche, dermatologiche, oculistiche, pneumologiche ecc.) è i principali esami diagnostici (Tac, risonanza magnetica, mammografia, ecografia,  elettrocardiogramma ecc.). Dovranno essere eseguiti nei tempi prestabiliti, oltre ai ricoveri per chemioterapia o inserimento di by pass, anche gli interventi alle tonsille.

Questi tempi d’attesa riguardano solo le prime visite e le prime prestazioni diagnostiche/terapeutiche, ovvero quelle che rappresentano il primo contatto del paziente con il sistema sanitario per il problema di salute posto, mentre sono  escluse tutte le prestazioni di controllo e di screening.

Alle regioni l’applicazione concreta

Un piano, valido per il triennio 2010-2012, che dovrà essere approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Sono queste ultime, infatti, i soggetti che dovranno concretamente stabilire i tempi massimi per le diverse prestazioni e garantirne l’effettivo rispetto. E qui purtroppo ci si scontrerà ancora con le diverse realtà locali.

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