Sanatoria immigrati 2012, si parte il 15 settembre. Le nuove regole e i costi

Niente più roulette russa del "click-day" e quote massime. Colf, badanti e lavoratori stranieri che hanno i requisiti possono essere regolarizzati con 1.000 euro

Una nuova speranza per mezzo milione di stranieri che ancora lavorano in nero in Italia. Il 15 settembre parte la regolarizzazione 2012 per colf e badanti, ma anche operai, muratori braccianti ecc. Un ravvedimento “oneroso”, com’è stato chiamato, per il quale il datore di lavoro dovrà versare preliminarmente un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore. In compenso non ci sarà più il famigerato click-day, la corsa alla sanatoria degli anni scorsi, ma si avrà a disposizione un mese di tempo (fino al 15 ottobre) senza quote massime di ammissione.

Lo stabilisce il decreto 109/2012 che recepisce la direttiva comunitaria contro il lavoro irregolare. Ma non sarà una sanatoria generalizzata – sostiene il governo – perché l’emersione del lavoratore dovrà sottostare a precisi criteri oggettivi. E il datore che non approfitta di questa finestra potrà poi incorrere in pesanti sanzioni.

Le regole

Ecco in sintesi i requisiti della procedura di regolarizzazione.

Chi ne ha diritto: il lavoratore straniero che alla data del 9 agosto 2012 è occupato irregolarmente da almeno 3 mesi e continua ad esserlo al momento della presentazione della domanda di regolarizzazione.

Chi può richiederla: il datore di lavoro italiano, comunitario o extracomunitario con permesso di soggiorno di lungo periodo, persona fisica o giuridica, in possesso di un reddito minimo:
– per le imprese: 30mila euro;
– per i datori di lavoro domestico: 20mila euro (27mila se ci sono più redditi nella stessa famiglia).

Quando: le domande possono essere presentate dalle 8.00 del 15 settembre alle 24.00 del 15 ottobre 2012. Non c’è bisogno di correre perché non c’è un tetto massimo di domande ammesse: tutti quelli a cui verranno riconosciuti i requisiti saranno regolarizzati.

Come: la domanda dev’essere inviata via internet registrandosi sul sito del Ministero dell’Interno (www.interno.gov.it) e compilando i moduli online.

Quanto si paga: la domanda va preceduta da un versamento di 1.000 euro per ogni lavoratore, a titolo di contributo forfettario, tramite il modello F24 “versamenti con elementi identificativi” da presentare in banca o posta (per la compilazione seguire le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate). Attenzione: il contributo forfettario non viene restituito anche se la domanda di regolarizzazione viene bocciata. E’ opportuno quindi verificare bene se ci sono i requisiti per avviare la procedura. Se la domanda viene accettata dovranno essere pagati anche 6 mesi di contributi Inps arretrati, per coprire il periodo che va da maggio a ottobre. (A.D.M.)

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