Passa con il rosso e travolge una persona: per la Cassazione è omicidio volontario – Rivoluzione giuridica: se accertato il dolo via libera a pene più severe

Rivoluzione giuridica: se accertato il dolo via libera a pene più severe

Chi passa con il rosso rischia la condanna per omicidio volontario e non solo per omicidio colposo, chi passando con il rosso travolge una persona ignorando il semaforo rosso. E’ questa la conclusione della Corte di cassazione contenuta nella sentenza n. 10411 del 15 marzo 2011 che ha annullato con rinvio la pronuncia della Corte d’assise d’appello di Roma.

I fatti del processo: la morte di un giovane deceduto mentre viaggiava in un’auto travolta al semaforo da un furgone rubato e guidato da uno straniero che stava cercando di sfuggire a un controllo delle forze dell’ordine. L’imputato, dal tribunale di primo grado, era stato condannato a 16 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato. Invece, in appello, la pena era stata ridotta a sei anni e mezzo di carcere, perché il reato era stato riqualificato come omicidio colposo aggravato.
Contro quest’ultima sentenza era stato proposto ricorso in Cassazione dal procuratore generale per la necessità di contestare all’imputato straniero l’omicidio volontario perché il suo comportamento, con l’”elevatissima velocità” tenuta di notte paragonabile a un “proiettile”, e in assenza di tracce di frenata, “era univocamente espressivo di una volontà tenacemente protesa alla fuga che, pur nella previsione dell’evento, ne aveva accettato il rischio nella prospettiva dell’impunità”.

E alla medesima conclusione – come visto – giunge di fatto la suprema Corte. Infatti la Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso e ha rinviato per un nuovo esame alla Corte d’appello invitata a considerare con maggiore attenzione la dinamica dell’incidente e a valutare la linea di confine tra dolo eventuale e colpa cosciente.
In altre parole i giudici dovranno accertare la dimensione psicologica dell’evento e in particolare la reale intenzione e consapevolezza dell’autore dell’incidente. Aspetti cruciali per l’identificazione delle due figure giuridiche: omicidio volontario o colposo. Secondo la Cassazione la differenza va cercata sul piano della volontà. Così, nel dolo eventuale bisogna che la realizzazione del fatto sia stata accettata psicologicamente dalla persona interessata, nel senso che avrebbe agito anche se avesse avuto la certezza del verificarsi del fatto, mentre nella colpa con previsione “la rappresentazione come certa del determinarsi del fatto avrebbe trattenuto l’agente”. E per accertare tutto ciò il giudice avrebbe dovuto valutare – anche – le modalità della fuga e il suo protrarsi, le caratteristiche del mezzo e la sua velocità, la tipologia di incroci e la possibilità di vedere altri mezzi sopraggiungere.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Passa con il rosso e travolge una persona: per la Cassazione è omicid...