Riforma lavoro, contratto unico sperimentale e volontario

Le nuove regole applicabili solo su libera scelta e per un limitato periodo di tempo

La riforma del lavoro potrebbe avere un avvio soft. Infatti il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, sta valutando di avviare una sperimentazione a tempo e su base volontaria – si pensa 2 o 3 anni – per testare nuove misure sui contratti, sulle indennità di reinserimento e su una maggiore flessibilità in uscita. Una soluzione che potrebbe trovare d’accordo i sindacati, per ora contrari a qualsiasi modifica dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori.

L’intervento si ispira direttamente alla proposta avanzata dal senatore Pietro Ichino e prevede, al posto di maggiore flessibilità, una indennità di reinserimento per il 90% a carico dell’Inps e un 10% a carico delle imprese. Quota per le imprese destinata a crescere con il crescere del periodo di erogazione dell’indennità. La percentuale che spetta alle imprese finanzierebbe, insieme a parte del recupero dell’evasione fiscale, un nuovo sistema di ammortizzatori sociali. Inoltre il nuovo contratto – detto unico – dovrebbe in prospettiva sfoltire ed eliminare i 34 modelli contrattuali attualmente esistenti.

In definitiva si avrebbe un solo contratto, applicabile a nuovi assunti, con tutele progressive al crescere dell’anzianità aziendale e comunque sarebbe possibile il licenziamento a causa del sopraggiungere di difficoltà economiche. In cambio al lavoratore sarebbe garantito un reddito minimo fino a quando non trova una nuova occupazione.
Per i prossimi giorni sono incontri separati con le parti sociali, prima le sigle sindacali e poi Confindustria.

Riforma lavoro, contratto unico sperimentale e volontario