Più tagli ma più povertà, la strettoia dell’Europa

Dopo il piano salva-euro le istituzioni comunitarie pretendono più rigore. Ma dove si può tagliare?

Il piano salva-euro mette una pezza al debito dei Paesi meno vistuosi del Vecchio Continente. Si crea nuovo debito per pagare il debito. Ma dove si reperiranno i soldi, in futuro?

La coperta rischia di essere troppo corta, perché c’è poco da stringere la cinghia.
Secondo il Comitato economico e sociale europeo (Cese), la povertà colpisce infatti un cittadino Ue su quattro.
Il 24% degli europei è costretto a vivere con risorse inferiori al 70% della media, senza un lavoro certo e un alloggio dignitoso, privato del diritto all’assistenza sanitaria, impedito nell’accesso alla cultura e allo sport. Un europeo su dieci non riesce a raggiungere nemmeno la meà del reddito medio Ue, mentre il 6% della popolazione non arriva al 40% della media.

Eppure, per evitare il collasso finanziario dell’Europa, o si aumentano le tasse o si taglia lo Stato sociale.

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