Stranieri, verso il permesso di soggiorno a punti

Via libera all’accordo di integrazione. Tra gli obblighi, la conoscenza della lingua italiana e della Costituzione

Via libera del consiglio dei Ministri al regolamento relativo ai crediti del permesso a punti per gli immigrati.
“Il consiglio dei ministri – si legge nel comunicato diffuso al termine del cdm – ha approvato uno schema di regolamento, su proposta del presidente del Consiglio dei Ministri e del ministro dell’Interno, inteso a stabilire i criteri e le modalità per la sottoscrizione, contestualmente alla presentazione della richiesta del permesso di soggiorno da parte dei cittadini stranieri, di un accordo di integrazione, articolato per crediti, da conseguire nel periodo di validità del permesso di soggiorno. Sul provvedimento verranno acquisiti i prescritti pareri”.

Dunque il cittadino straniero al momento della richiesta del permesso di soggiorno, stipula un patto di integrazione con lo stato italiano. Un accordo, che sarà vincolante per il rilascio del permesso stesso, durerà due anni, più un terzo di possibile proroga. Durante questo periodo, il cittadino extracomunitario dovrà dimostrare una buona conoscenza della Costituzione, della lingua italiana, del funzionamento delle istituzioni e della vita civile.
L’accordo di integrazione si applicherà agli stranieri tra i 16 e i 65 anni, giunti in Italia dopo l’entrata in vigore del regolamento.

Se l’immigrato, nell’arco dei due anni dovesse raggiungere un totale di 30 punti, guadagnerà un attestato di integrazione. Che sarà una buona partenza per l’ottenimento della cittadinanza. Nel caso il punteggio dovesse rimanere tra 0 e 30, scatterà il terzo anni di proroga. Infine qualora il punteggio dovesse anddare sotto zero, arriverà l’immediata espulsione.
Sono previste pesanti penalizzazioni se l’immigrato commette reati o è soggetto a misure di sicurezza personali.

Stranieri, verso il permesso di soggiorno a punti