Pendolari, abituatevi al disagio. E scoppiano le polemiche

Secondo Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, i disservizi sono un problema mondiale ed è difficile porvi rimedio

A proposito dei disservizi nel trasporto ferroviario, Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, ha dichiarato a una trasmissione mattutina di Canale 5 che “le proteste dei pendolari ci saranno sempre. Nei giorni feriali e nelle ore di punta l’affollamento è tale che è veramente difficile avere treni e posti per tutti. È un problema mondiale, è difficile avere una flotta dimensionata per quelle due ore”.

Tuttavia, secondo Moretti, le Ferrovie dello Stato affrontano la situazione con “investimenti in materiale rotabile per il trasporto pendolare di circa due miliardi di euro, di cui 1,5 già affidati. Stiamo facendo questo investimento per aumentare l’offerta nelle grandi città. Le prime carrozze arriveranno tra un anno un anno e mezzo, nel frattempo stiamo ammodernando il parco esistente”.

L’AD delle Ferrovie ha poi sottolineato i miglioramenti rispetto al problema dei ritardi: “Certo, restano alcune disfunzioni, ma i livelli sono in linea con i contratti fatti con le regioni e inoltre abbiamo risolto quasi del tutto il problema pulizie, cambiando quasi tutte le ditte e il grado di soddisfazione delle regioni è molto alto. Dovremo arrivare a risultati soddisfacenti dappertutto in 3-4 mesi”.

Le dichiarazioni hanno scatenato le associazioni dei consumatori. In una nota congiunta, Adiconsum, Federconsumatori e Adusbef sottolineano come, dato il comportamento dei vertici aziendali, rimanga “in piedi il vero e proprio muro innalzato da Trenitalia, che si ostina ad applicare in termini peggiorativi i parametri minimi stabiliti dal Regolamento Europeo in tema di tutela dei passeggeri. Questa condotta, in pratica, rende impossibili i risarcimenti per i ritardi al di sotto dei 60 minuti, cioè, fortunatamente, la larghissima parte di quelli che si verificano”.

Se è vero che il mestiere del pendolare non è facile in nessun luogo, è anche vero che ogni Paese prende misure diverse. Posto che esiste un solo Regolamento Europeo in tutela dei passeggeri, le interpretazioni si sprecano.
Trenitalia nel suo contratto con i viaggiatori prevede rimborsi del 25% sul prezzo del biglietto per ritardi compresi tra i 60 e 119 minuti, una quota che sale al 50% per ritardi superiori ai 120 minuti. Però il rimborso non è concesso in denaro, bensì con un buono viaggio da riutilizzare sulla rete Trenitalia.

In Spagna, in caso di ritardo superiore a un’ora il viaggiatore ha diritto a un indennizzo in denaro corrispondente al 50% del prezzo del biglietto. Se il ritardo supera l’ora e trenta minuti, però, si può ottenere un rimborso di entità pari al prezzo totale del biglietto.

In Germania, la normativa sui ritardi è uguale all’Italia (25% del biglietto per ritardi compresi tra un’ora e 119 minuti e 50% per quelli superiori ai 120 minuti)
Tuttavia, ci sono clausole che da noi non esistono. Per esempio, se un treno con arrivo previsto tra mezzanotte e le cinque del mattino ha un ritardo di un’ora, il passeggero ha diritto a un un mezzo di trasporto alternativo per una spesa che può arrivare a 80 euro a carico della Deutsche Bahn. Inoltre, nel caso un passeggero sia costretto a pernottare in albergo a causa di un ritardo o della soppressione di un treno imputabile alle ferrovie, il costo del soggiorno sarà a carico delle ferrovie.

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