Patrimoni dei ministri, questi sconosciuti – La legge sul conflitto d’interessi impone ai membri del governo di dichiarare il proprio patrimonio e quello dei loro familiari. Ma uno su quattro non lo fa

La legge sul conflitto d'interessi impone ai membri del governo di dichiarare il proprio patrimonio e quello dei loro familiari. Ma uno su quattro non lo fa

La legge parla chiaro: “Entro i 60 giorni successivi [cioè 90 giorni dall’assunzione dell’incarico di governo, n.d.r.] il titolare trasmette i dati relativi alle proprie attività patrimoniali, ivi comprese le partecipazioni azionarie”. E’ l’articolo 5, comma 2, della legge su conflitto di interessi, varata nel 2004 dal secondo governo Berlusconi. Che quattro commi dopo aggiunge:  “Le dichiarazioni di cui al presente articolo sono rese anche dal coniuge e dai parenti entro il secondo grado del titolare di cariche di governo”.

In sintesi: entro 90 giorni dall’insediamento, tutti i titolari di cariche governative (presidente del consiglio, ministri, viceministri, sottosegretari e commissari straordinari) e i loro coniugi e parenti fino al 2° grado (cioè figli, nipoti, fratelli, genitori e nonni) devono comunicare all’Autorità antitrust lo stato dei loro patrimoni. Serve, per l’appunto, per verificare che non vi siano motivi di incompatibilità e conflitto d’interessi. Peccato uno su quattro dei soggetti tenuti alla dichiarazione, a quasi 2 anni dall’insediamento del governo, non abbia ancora adempiuto all’obbligo.

Un quarto di reticenti
Lo evidenzia il quotidiano La Repubblica che riporta il contenuto di una relazione appena presentata in Parlamento dal presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà. Con riferimento al periodo 1 luglio-31 dicembre 2009, dei 321 familiari di titolari di incarichi di governo hanno presentato la dichiarazione patrimoniale solo 239. Ne mancano dunque all’appello 82, il 25%. Invece tutti i 66 titolari di una carica di governo hanno rispettato la scadenza e adempiuto all’obbligo.

Secondo Catricalà questo “conferma la persistente difficoltà di assicurare una piena osservanza degli obblighi, stante l’assenza di adeguati strumenti coercitivi. E tale circostanza riduce, di fatto, l’efficacia dell’attività di controllo, limitando ai soli familiari che spontaneamente rispettano le prescrizioni di legge”. Come dire: una legge senza sanzione può solo affidarsi all’adesione volontaria dei soggetti. Una regolamentazione “facoltativa” del conflitto d’interessi.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Patrimoni dei ministri, questi sconosciuti – La legge sul confli...