Parte la conciliazione obbligatoria, tempi brevi e niente avvocati

Per le controversie tra privati ora è obbligatorio tentare una mediazione prima di rivolgersi al giudice. Si può giungere a una soluzione in 4 mesi

21 marzo, inizia la nuova stagione del processo civile. Se sarà una primavera o no è ancora presto per dirlo, ma certo il nuovo regime della conciliazione obbligatoria rappresenta una novità importante per le controversie tra privati. La nuova procedura prevista da un decreto del 2010 è appena entrata in vigore: dal 21 marzo 2011 prima di fare causa a qualcuno per rivendicare un diritto o chiedere un risarcimento siete obbligati a tentare un accordo extragiudiziale, cioè davanti a un organismo di conciliazione abilitato.

Una norma nata con lo scopo di alleggerire le aule di tribunale dalla montagna di cause civili pendenti (attualmente in Italia sono 5 milioni, molte delle quali di scarso valore economico) e di tagliare i tempi e i costi della giustizia.

Tutti i vantaggi

La conciliazione – tecnicamente detta “mediazione commerciale” – ha diversi vantaggi. E’ una procedura:

•  Rapida: si può risolvere anche in una sola seduta. La durata massima è di 4 mesi mentre la durata di un giudizio civile è di anni.

•  Economica: il risparmio principale sta nel fatto che non è obbligatorio farsi assistere da un avvocato, ma non ci sono nemmeno spese per perizie e tasse giudiziarie. Per avviare la procedura sono sufficienti 40 euro. Gli onorari del conciliatore sono fissi e contenuti. Ecco la tabella:

Valore della lite (in euro) Spesa (per ciascuna parte)
– fino a 1.000: € 65
– da 1.001 a 5.000: € 130
– da 5.001 a 10.000: € 240
– da 10.001 a 25.000: € 360
– da 25.001 a 50.000: € 600
– da 50.001 a 250.000: € 1.000
– da 250.001 a 500.000: € 2.000
– da 500.001 a 2.500.000: € 3.800
– da 2.500.001 a 5.000.000: € 5.200
– oltre 5.000.000: € 9.200.

Inoltre il compenso ai mediatori è fiscalmente detraibile con la dichiarazione dei redditi, fino a un importo di 500 euro (se la mediazione non ha successo può comunque essere detratta la metà del compenso).

•  Imparziale: il conciliatore è un terzo imparziale, nel senso che non deve avere interessi in comune con nessuna delle parti. Il ministero delle Giustizia pubblica l’elenco dei mediatori abilitati.

•  Semplice: il mediatore deve cercare di trovare un accordo che tuteli gli interessi di entrambe le parti e devono essere le parti stesse a definire i contenuti dell’accordo finale, che può essere anche diverso da quello che prescrive la legge sulla materia e che, una volta firmato, viene omologato dal tribunale e diventa vincolante. Se non si arriva a un accordo le parti possono passare alla via legale.
 
Condominio e Rc Auto rinviati all’anno prossimo

L’universo delle controversie trattabili dal conciliatore è ampio: si va dai diritti reali (proprietà, usufrutto ecc.) alle locazioni, le successioni, i contratti assicurativi e bancari, la responsabilità medica, la diffamazione a mezzo stampa. Rimangono escluse in questa prima fase  solo le liti condominiali e quelle legate alle Rc auto che entreranno nella lista tra un anno, il 20 marzo 2012.

Avvocati sul piede di guerra

La grande novità sta nel fatto che il cittadino non è obbligato rivolgersi a un avvocato. La perdita di una prerogativa che ha portato l’Organismo unitario dell’avvocatura a proclamare una giornata di sciopero. Secondo l’Oua, “rendere obbligatoria la conciliazione è contro la Costituzione”. Il punto più critico riguarderebbe la formazione dei mediatori: “per mediare cause anche importanti è sufficiente una laurea, anche breve, e un corso di 50 ore”. Un argomento che sarebbe più convincente se venisse da una fonte meno coinvolta negli interessi in gioco. (A.D.M.)

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