Olio d’oliva, l’Unione europea autorizza i deodoranti chimici

La decisione aumenta la quantità degli alchil esteri. Produttori italiani in allarme

L’Ue ha definito nuovi limiti per la concentrazione degli alchil esteri stabilendo delle soglie massime, superate le quali un olio non potrà essere etichettato come extravergine. La norma, che teoricamente dovrebbe garantire la qualità del prodotto e dei consumatori europei, è stata contestata in Italia perché permetterebbe la vendita di un prodotto non di qualità.

La questione è incentrata sulla cosiddetta “deodorazione”, un’operazione di rettifica dell’olio di oliva che consente di trasformare oli non commestibili di scarsa qualità in oli di oliva senza difetti. Una volta subito questo trattamento non possono più essere commercializzati come oli di oliva extravergine. Questa operazione si rende necessaria quando passa molto tempo tra la raccolta dell’oliva e la sua trasformazione, visto che potrebbero insorgere fermentazioni dannose alla bontà del prodotto o in caso di super-maturazione delle olive o ancora nei casi di cattiva conservazione.
Dunque si tratta di olio di pessima qualità reso apparentemente buono tramite degli accorgimenti chimici, in modo da essere poi venduto come extravergine pur non avendone i requisiti, essendo un olio povero anche dal punto di vista nutrizionale.

Di fatto la norma europea in vigore dal 1° aprile dà il via libera all’olio deodorato perché autorizza la vendita di extravergine con un quantitativo massimo di alchil esteri pari a 150 mg/kg. Ma secondo gli esperti un olio di qualità ottenuto da olive sane spremute subito dopo la raccolta, contiene al massimo 10 -15 mg/kg di alchil esteri, che possono arrivare in via eccezionale a 30.

Tuttavia il regolamento, se da un lato potrebbe meettere in difficoltà i produttori che puntano sulla qualità, non mette a rischio la sicurezza alimentare : “l’introduzione in un regolamento europeo del metodo di analisi per valutare le caratteristiche degli oli extravergini d’oliva – dice Dario Dongo, responsabile delle politiche regolative di Federalimentare- rappresenta un primo passo, fondamentale nella direzione della trasparenza sulla qualità del prodotto. Riconoscere uno “status” legale europeo a questo metodo di analisi permetterà anzitutto di sventare la truffa degli oli deodorati. Il limite massimo che è stato fissato – conclude l’esperto – costituisce il frutto di un compromesso politico tra i 27 Paesi membri che è comunque valso a ottenere questa nuova base giuridica, e potrà venire ridiscusso e migliorato dopo l’esperienza di applicazione delle nuove regole”.

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