Numeri d’emergenza, la Ue bacchetta l’Italia – Per le chiamate d’emergenza negli altri paesi c’è solo il 112, nel nostro è una babele telefonica

Per le chiamate d'emergenza negli altri paesi c'è solo il 112, nel nostro è una babele telefonica

 

In caso di emergenza, nel nostro paese, esiste una vera e propria giungla di numeri telefonici da utilizzare. Il 113 per la polizia, 112 per i carabinieri, il 117 per denunciare gli illeciti fiscali alla guardia di finanza, il 118 per le ambulanze, il 1530 per le emergenze in mare. Ancora più complicata la situazione per gli incendi boschivi, ci sono due numeri: quello dei vigili del fuoco, il 115, a cui si è aggiunto il 1515 del corpo forestale.

Tutt’altra musica negli altri paesi dell’Unione europea: basta chiamare il 112, il numero unico utile per tutte le emergenze.
Per questo motivo la Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per l’efficacia del numero unico europeo di emergenza 112.
Secondo le norme europee il numero unico avrebbe dovuto essere operativo entro il 1° gennaio 2007, eppure in Italia siamo ancora a livello di sperimentazione. Che, partita nel 2003, non ha portato ad alcun risultato concreto.
Infatti esistono ancora dei problemi, in particolare i call center del servizio di emergenza incaricato di ricevere le telefonate del 112 non è in grado di trasferire le chiamate ai centri degli altri servizi di emergenza richiesti.

A livello europeo, il numero unico d’emergenza è stato istituito nel 1991 ed è gratuito dal 1998, sia dal fisso sia dal cellulare. Dal 2003 gli operatori telefonici sono inoltre obbligati a garantire la possibilità di localizzare la persona che chiama.

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