Caos neve, trasporti in tilt: come difendersi – Se treni e aerei ritardano o sono cancellati, cosa può fare il viaggiatore? Tutto su rimborsi e assistenza dovuta

Se treni e aerei ritardano o sono cancellati, cosa può fare il viaggiatore? Tutto su rimborsi e assistenza dovuta

a cura di Altroconsumo

Ghiaccio e neve hanno messo a dura prova i trasporti aerei e ferroviari. E se da una parte le responsabilità non posso essere attribuite in tutto e per tutto a compagnie aeree e Ferrovie, come possono difendersi i viaggiatori? Vediamo di capire che cosa si può fare.

In treno
Trenitalia non rimborsa i biglietti né concede bonus se il treno fa ritardo per cause di forza maggiore, come il maltempo. Se però il treno viene cancellato, e si rinuncia a partire, il rimborso è dovuto.

Con il nuovo Regolamento, poi, se Trenitalia prevede che il ritardo in partenza o in arrivo sia superiore a 60 minuti il viaggiatore ha teoricamente diritto:

a ricevere pasti e bevande;

al pernottamento e al rimborso delle spese per informare i familiari del ritardo nell’arrivo, se il viaggio non può continuare nello stesso giorno.

Se questa assistenza non viene prestata, allora per i viaggiatori si configura la possibilità di richiedere un risarcimento danni nei confronti delle Ferrovie. L’azione legale, dal primo gennaio 2010, è proponibile anche sotto forma class action, cioè di azione collettiva.

Ricordiamo, poi, che dal 13 dicembre (con l’introduzione del nuovo orario invernale e l’inaugurazione delle nuove linee dell’Alta velocità) anche in caso di ritardi imputabili a Trenitalia, sono cambiate le condizioni per richiedere il bonus. Da un minimo di 26 minuti di ritardo si è passati agli attuali 60.

In aereo
In base ai regolamenti comunitari i passeggeri che non riescono ad imbarcarsi per overbooking o perché il volo è stato annullato a causa di guasti, hanno varie opzioni. Se il passeggero decide, comunque, di partire ha diritto ad essere imbarcato sul primo volo utile in partenza senza pagare alcuna differenza di prezzo. Inoltre è previsto un indennizzo, che va da un minimo di 150 ad un massimo di 600 euro, calcolato sul ritardo accumulato e la distanza della meta, a meno che la compagnia dimostri che la responsabilità della cancellazione non è sua, ma dovuta a circostanze eccezionali (come il maltempo).

A terra, il passeggero ha diritto all’assistenza, con possibilità di effettuare chiamate, inviare fax e di avere vitto e alloggio se l’attesa si prolunga nel tempo.

In caso di rinuncia a partire, il passeggero ha diritto al rimborso integrale del biglietto.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Caos neve, trasporti in tilt: come difendersi – Se treni e aerei...