Internet addio. Gestire la scomparsa dal web: distruggere o lasciare in eredità i propri dati – Un’opzione di Google per decidere cosa fare di dati e file dopo la propria morte (virtuale o reale). Una questione che riguarda tutto il nostro patrimonio digitale

Un'opzione di Google per decidere cosa fare di dati e file dopo la propria morte (virtuale o reale). Una questione che riguarda tutto il nostro patrimonio digitale

Entrare in rete è facile, è uscire che è impossibile. E’ un pensiero diffuso che riguarda la nostra identità digitale e l’uso che se se ne fa anche senza il nostro permesso. Per questo c’è chi si preoccupa di pianificare la gestione di account, password e della grande quantità dati che disseminiamo su internet per quando non ne avrà più il controllo diretto. Che ne sarà del nostro patrimonio digitale quando non ci saremo più? Possiamo distruggerlo o lasciarlo in eredità. Una soluzione, destinata probabilmente a fare scuola, è quella proposta da Google per la "Gestione dell’account inattivo".

Innanzitutto  va detto che dal web si può voler uscire per varie ragioni. Una è sicuramente la propria scomparsa fisica e il desiderio che la nostra vita virtuale non prosegua oltre quella reale. Ma si può anche decidere di morire solo virtualmente e cancellare ogni traccia (o almeno provare a farlo) del nostro passaggio online.

Un testamento digitale facile

In ogni caso, la questione è: come dare le disposizioni adatte per la gestione dei nostri dati e i nostri file (documenti, foto, video ecc.) secondo la nostra volonta e non quella della rete.

L’idea di Google è semplice. Si chiama “Gestione account inattivo” e propone alcune semplici opzioni nel caso in cui la propria posizione sul server rimanga ferma per un certo lasso di tempo. In sostanza si mette una data di scadenza al proprio account per le molte "situazioni che potrebbero impedirti di accedere o di utilizzare il tuo account", si legge sulla pagina di Google dedicata (la parola "morte" è solo sottintesa, naturalmente…).

L’utente può scegliere il periodo di timeout (inattività)  che va da 3 mesi a 1 anno. Il sistema invierà automaticamente un avviso un mese prima della scadenza. Ogni accesso all’utenza "interrompe la prescrizione", cioè fa ripartire da zero il conteggio. Alla scadenza le opzioni sono due:

• si può chiedere di inviare una mail a uno o più contatti scelti in precedenza (fino a 10) con la quale si avvisa che l’account è inattivo. Si può anche scegliere di inviare a loro i propri dati e file, nominandoli di fatto eredi digitali;

• oppure si puà chiedere di eliminare l’account decretando da quel momento in poi (perché purtroppo non è affatto sicuro che la propria vita passata scompaia del tutto dalla rete) la propria morte digitale. (A.D.M.)

 

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