Innovazione: Italia messa male, ma gli altri anche peggio

E' invece boom dei brevetti prodotti in estremo Oriente. Le ultime rilevazioni dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale

Anno di crisi, anche i cervelli si fermano. Magari i cervelli proprio no, ma gli investimenti necessari a ricerca & sviluppo sicuramente sì. Così, nel 2009, si è registrato su scala globale un passo indietro nei brevetti depositati.
Dopo oltre trent’anni di crescita ininterrotta, le domande sono infatti calate del 4,5%, secondo le rilevazioni dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (Ompi).

L’Italia è undicesima nella classifica globale: nel Belpaese sono state depositate 2.718 domande per un -5,8% tutto sommato dignitoso. A livello europeo fanno meglio di noi Germania (16.736, -11,2%), Francia (7.166, +1,3%), Regno Unito (5.320, -3,5%), Olanda (4.471, +3,0%), Svizzera (3.688, -1,6%), Svezia (3.667, -11,3%).
Primi in classifica gli Stati Uniti, che con 45.790 bevetti depositati restano l’economia più innovativa del pianeta. Ma il loro calo, nell’anno della recessione, è stato brutale: -11,4%.

Il boom arriva invece da Oriente. Il Giappone è secondo dietro agli Usa con 29.827 brevetti depositati e ha registrato un incremento del +3,6% nel corso dell’anno scorso. Poi c’è la Corea, quarta con 8.066 richieste e un +2,1%. Ma l’incremento più sensazionale arriva dalla Cina, quinta nella classifica assoluta, dove 7.946 nuovi brevetti hanno sancito un +29,7% del tutto in controtendenza rispetto al resto del mondo.

Tra le multinazionali richiedenti comanda Panasonic (Giappone), con 1.861 brevetti depositati (162 più dell’anno prima), seguita dalla cinese Huawei di Shenzhen, che produce attrezzature, software e soluzioni per le telecomunicazioni: per lei, 1.847 domande (+110).
Aumentano i brevetti in nanotecnologie, semiconduttori e settore energetico, mentre calano quelli nel settore informatico, in quello farmaceutico e nelle telecomunicazioni.

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