Giustizia civile: arriva la conciliazione, avvocati addio

Molte cause potranno essere risolte in tempi più brevi

In arrivo dal ministero della Giustizia il regolamento sulla conciliazione. Il nuovo istituto dovrebbe garantire tempi più rapidi nella composizione delle controversie, alleggerendo i carichi di lavoro dei tribunali.
Per i cittadini si tratta di spendere subito del denaro – beneficando però di sconti fiscali – piuttosto che attendere i lunghi tempi della giustizia ordinaria.

Il regolamento ministeriale fissa anche le tariffe da pagare ai mediatori per chiudere le liti: per una controversia da 50mila euro un’indennità di 1.000, per una da 5.000 ne basteranno 240. Previsto un bonus di 500 euro come detrazione.
Il provvedimento fissa i requisiti per iscriversi al registro dei mediatori: servirà una laurea breve o l’iscrizione a un Ordine. Agli enti di conciliazione si chiede tra l’altro un minimo di capitale, 10mila euro, e una polizza sulla responsabilità da 500mila.

L’intervento rappresenta un passaggio essenziale per il debutto della mediazione obbligatoria – prevista per un corposo numero di cause – atteso per la prossima primavera.
Il regolamento istituisce il registro dei mediatori, per poter essere iscritti servirà il possesso di un capitale sociale di 10mila euro, ovvero quello che serve per costituire una srl, un’evidente capacità organizzativa , attestata dallo svolgimento dell’attività in almeno due regioni o province, il possesso di una polizza assicurativa di importo non inferiore a 500mila euro per la copertura dell’attività di mediazione.

I mediatori dovranno essere almeno in cinque ed essere in possesso di un titolo di studio non inferiore alla laurea triennale oppure, in alternativa, essere iscritti a un Ordine o a un collegio professionale.
Il mediatore (o conciliatore), non ha il potere di decidere la controversia secondo diritto, come un giudice o un arbitro, ma si assume solo il compito di aiutare le parti nella ricerca dell’accordo necessario per comporre la controversia e, solo se questo non si raggiunge, ha la facoltà di formulare una proposta di conciliazione che le parti possono accettare o meno.

Le controversie oggetto di mediazione sono tutte le controversie civili e commerciali che hanno per oggetto diritti disponibili. Restano fuori gran parte del diritto di famiglia, di quello successorio, il diritto del lavoro e tutte quelle situazioni in cui vi siano da rispettare norme imperative oppure il limite dell’ordine pubblico.

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