Salvi i fondi per i giornali di partito ma non per le radio e tv locali – Ripristinati i fondi per l’editoria ma solo per gli organi di partito. Restano i tagli per le piccole emittenti e i giornali delle associazioni di consumatori

Ripristinati i fondi per l'editoria ma solo per gli organi di partito. Restano i tagli per le piccole emittenti e i giornali delle associazioni di consumatori

Gli organi di partito sono salvi anche per quest’anno: riceveranno i consueti contributi pubblici per l’editoria. Senza i quali probabilmente non sopravviverebbero. La camera ha approvato il cosiddetto decreto “milleproroghe” ripristinando – col consenso bipartisan – i fondi per l’editoria che erano stati tagliati dalla Finanziaria. A fare le spese della coperta troppo corta sono invece le emittenti locali e le associazioni dei consumatori

Penalizzati i più piccoli
I contributi per il 2009 (con fruizione quest’anno) sono salvi per le radio e i giornali di partito, le cooperative non profit e e le cooperative radiofoniche che trasmettono almeno 9 ore di programmi di informazione al giorno. A queste emittenti viene riconosciuto un “diritto soggettivo” al 100% delle risorse stanziate. Il contributo è però ridotto al 50% per i quotidiani italiani all’estero.

Ma la stretta principale si registra per le radio e le tv locali, che vedono pesantemente ridimensionati i fondi – almeno 8 milioni in meno – per le tariffe elettriche e telefoniche e per gli abbonamenti alle agenzie di stampa. Restano fuori dai contributi anche i giornali delle associazioni consumatori.

Pluralismo a rischio
Il pericolo denunciato da molti è l’ulteriore concentrazione dell’informazione in Italia. La Fnsi, federazione nazionale della stampa, parla di un “un danno con beffa: si tratterebbe infatti della cannibalizzazione ai danni del sistema delle radio private e della stampa per gli italiani all’estero”. La sopravvivenza delle testate a rischio non può essere garantita “attraverso lo spostamento del danno su un altro settore dell’informazione” e creando “una situazione pesantemente drammatica per il pluralismo dell’informazione”. (A.D.M.)

Salvi i fondi per i giornali di partito ma non per le radio e tv local...