finanziamento ai partiti, una legge di iniziativa popolare per cambiare le regole del gioco – Sostituire l’attuale legge con un credito d’imposta del 95% concesso ai cittadini che donano risorse ai partiti. La proposta in una legge di iniziativa popolare a firma dell’economista Pellegrino Capaldo

Sostituire l'attuale legge con un credito d'imposta del 95% concesso ai cittadini che donano risorse ai partiti. La proposta in una legge di iniziativa popolare a firma dell'economista Pellegrino Capaldo

Gli scandali che hanno recentemente investito la Margherita e la Lega (ri)portano alla ribalta il problema della legge che regola il finanziamento ai partiti e della gestione dei fondi degli stessi. Lusi e Belsito, i due rispettivi tesorierei indagati per appropriazione indebita dei soldi dei rimborsi elettorali, sono facce della stessa medaglia, le ultime in ordine di apparizione. Ma le polemiche sulle gestioni troppo private del denaro che origina dal finanziamento pubblico dei partiti sono storia vecchia.

Oltre che sulle modalità di utilizzo di tali fondi da parte delle segreterie e dei tesorieri, i cittadini si interrogano sulla effettiva necessità di tali rimborsi e soprattutto sulla validità legge che regola le erogazioni statali. Dal 1974, anno in cui venne introdotto, a oggi si sono susseguite diverse normative preposte a regolare i meccanismi del finanziamento pubblico… nessuna delle quali efficace nel prevenire scandali e malversazioni.

Mentre Pdl, Pd e Terzo Polo hanno raggiunto un’intesa sulla riforma delle regole sulla trasparenza, i controlli e le sanzioni relativamente ai bilanci dei partiti politici, con l’intenzione di presentare un testo che riformi il sistema di finanziamento dei partiti, l’economista Pellegrino Capaldo presenta una sua proposta di legge di iniziativa popolare, che sta per essere depositata in Cassazione.

Abrogazione del sistema di rimborso diretto ai partiti e introduzione di un credito d’imposta del 95% sui contributi che i cittadini decidono di versare alla politica (fino a un tetto massimo di 2mila euro).
Un contributo di 2mila euro al proprio partito si tradurrebbe per il cittadino-sostenitore in un esborso effettivo di 100 euro, dal momento che 1.900 euro gli verrebbero restituiti dall’Erario.
E per assicurare la piena trasparenza, tutti i beneficiari del finanziamento saranno iscritti in un elenco del ministero dell’Interno.

Questa, in sintesi, la proposta di Capaldo, che avvierà la raccolta delle 50mila firme per presentare il testo al Parlamento.
Il passaggio alla nuova legge, secondo il disegno del suo estensore, porterà un notevole risparmio per le casse dello Stato. Come si legge in merito su Il Sole 24 Ore, è infatti improbabile che l’entità delle somme versate dai cittadini ai partiti per le quali si applica il credito d’imposta del 95% possa eguagliare l’enorme flusso di fondi pubblici che l’attuale legge garantisce alle casse dei nostri partiti. Un aspetto che dovrebbe spingere i movimenti politici a rinnovarsi per riconquistare quella fiducia che gli elettori hanno smarrito da tempo.

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