Multe, la Cassazione boccia le sanzioni di Equitalia. Ma le cartelle piovono ancora

Le maggiorazioni del 10% applicate da Equitalia relative alle sanzioni amministrative sono illegittime. Lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza del 2007. Rimasta occulta fino a oggi

Sanzioni illegittime. Lo stabilisce la Cassazione, con una sentenza che fa sognare, tra gli altri, migliaia di automobilisti in debito col fisco.
La notizia è emersa in questi giorni, ma si riferisce a una  sentenza della Suprema corte emessa il 16 febbraio 2007, che potrebbe annullare le sanzioni di migliaia di cartelle di Equitalia.
L’illecito contestato si riferisce agli interessi del 10 per cento richiesti sulle contravvenzioni in modo illegittimo, poiché andrebbe invece applicata, come stabilito dai giudici del Palazzaccio “l’iscrizione a ruolo della sola metà del massimo edittale e non anche degli aumenti semestrali del 10 per cento. Aumenti, pertanto, correttamente ritenuti non applicabili”.
A conti fatti, le sanzioni “irregolari” avrebbero creato maggiorazioni di milioni di euro a favore della società di riscossione, soldi che, secondo la Cassazione non dovevano essere richiesti.

La vicenda della sentenza, rimasta “nascosta” per cinque lunghi anni – durante i quali il fisco ha continuato ad applicare e a incassare il rincaro – viene ricostruita da L’Espresso, in un articolo che racconta l’iter intrapreso da un avvocato di Bari, Vito Franco, alla ricerca dell’occulto verdetto.

L’indagine si snoda tra banche dati, archivi giuridici, blog siti web specilizzati in materia fiscale, ma della sentenza neanche l’ombra… Solo mettendo personalmente mano agli archivi cartacei della Cassazione, l’avvocato riesce alla fine a riesumare la sentenza annulla-sanzioni (numero di protocollo 3701/2007, per chi fosse interessato). Dal recupero del documento, alla diffusione della notizia passano ancora anni, fino a quando cioè Vito Franco non pubblica un post sul sito di Beppe Grillo e viene contattato dal giornalista del settimanale.
E’ bene precisare, sottolinea il legale, che la sentenza non annulla le cartelle ma solo le maggiorazioni in esse contenute, che a volte rappresentano il 50% dell’importo della cartella (centinaia di milioni di euro). Importi finiti nelle casse del fisco in modo illecito, così come stabilito dai giudici, ma cui non ha fatto seguito un diverso comportamento dal parte di Equitalia, che continua a emettere cartelle con intereissi salati.
“Loro non si arrenderanno mai, ma nemmeno noi” conclude l’avvocato nell’ultimo post pubblicato sul sito dell’attivista-blogger genovese.

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