Elezioni europee, la profezia di Salvini: “Dopo il 26 maggio cambieranno tutti mestiere”

Il Ministro dell' Interno interviene per difendere il premier Conte dagli insulti di Verhofstadt e dice: “Sono dei bifolchi”

Il clima, ormai da mesi, è da muro contro muro. Tra Italia ed Europa si procede per polemiche, reciproche punzecchiate e accuse anche veementi. Del resto, non è certo mistero che il nostro paese resta osservato (più che) speciale per via dell’alto debito e che le politiche messe in atto dal Governo gialloverde non sembrano aver convinto gli organi preposti a vigilare, scatenando più di qualche perplessità da un punto di vista economico. Il braccio di ferro poi sulla questione migranti non ha certo aiutato e le scintille con la Francia hanno fatto il resto.  Risultato? Conte & company sono nell’occhio del ciclone, tutti guardano in direzione Roma e ogni occasione è buona per riaccendere una polemica mai spenta, nonostante qualche frase di facciata per cercare di stemperare i toni. Sullo sfondo un appuntamento importante: le elezioni europee in programma il prossimo 26 maggio.
Una data che da queste parti, in particolare sponda Lega e 5 Stelle, tutti attendono con ansia nella speranza concreta che cambino alcuni facce “note” e dunque gli equilibri.

LA PROFEZIA DI SALVINI – Ad intervenire è Matteo Salvini che sembra avere le idee piuttosto chiare sugli scenari futuri. Dopo le elezioni europee del 26 maggio “tutti questi signori cambieranno mestiere”. Dice il vicepremier e ministro dell’Interno facendo chiaro riferimento agli attacchi di poche ore fa del leader dei liberali al Parlamento europeo, Guy Verhofstadt, all’indirizzo del premier Giuseppe Conte e del governo italiano.

Durante la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, Verhofstadt si era rivolto al presidente del Consiglio italiano domandandosi “per quanto tempo ancora sarà il burattino mosso da Salvini e da Di Maio”. Non si era fatta attendere la replica di Conte che stizzito aveva rispedito le accuse dritte al mittente: “Io burattino non lo sono e non mi sento, forse i burattini sono coloro che rispondono a lobby, gruppi di potere e gruppi di affari”.

BUZZURRI E BIFOLCHI, SALVINI RISPONDE A VERHOFSTADT – Il vicepremier leghista ha dunque preso la parola per difendere il Premier e, come di consueto, non ha usato toni felpati, aggiungendo  che “nell’Aula di Strasburgo bifolchi e buzzurri hanno insultato un Paese, alla faccia dei liberali”.

 

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