Diritti o privilegi acquisiti? Il jobs act secondo House of Cards

Matteo Renzi impari da Frank Underwood di House of Cards

Matteo Renzi impari da Frank Underwood di House of Cards.
Di BENIAMINO PICCONE

E’ iniziata – per fortuna, dico io format-dipendente – la terza stagione della serie House of Cards, in onda su Sky in esclusiva.
Il protagonista della serie è Frank Underwood – interpretato dal magistrale Kevin Spacey -, politico cinico e spregiudicato che, con abili e perfide manovre, riesce a giungere alla Casa Bianca, presidente degli Stati Uniti d’America.

Sua moglie, interpretata da un’altra spendida attrice Robin Wright, lo sostiene sempre, ma con un do ut des spregiudicato, vuole sempre in cambio qualcosa. In questa nuova serie, impone al presidente di proporla come Ambasciatrice degli States all’Onu. 

Dopo i primi due anni di governo, il presidente Underwood è in difficoltà, i sondaggi evidenziano un calo dei consensi. Allora il cinico Underwood – che nella serie guarda fisso il telespettatore spiegandogli quali sono le sue strategie – decide di reagire e sparigliare le carte proponendo al Congresso (il Parlamento americano) una sorta di Jobs Act, definito American Works, un piano per dare lavoro a 10 milioni di americani. Costo dell’operazione: 500 miliardi di dollari. "Chi paga?", direbbe il compianto Ugo La Malfa. Underwood una risposta ce l’ha e decide di darla in diretta tv con un discorso agli americani.

Ispirandosi al consigliere della Corte Suprema americana Louis Brandeis – il quale sosteneva "La luce del sole è il miglior disinfettante, la luce elettrica il miglior poliziotto", il presidente decide di parlare franco agli americani: "E’ l’ora di farla finita con i diritti acquisiti (entitlements), con le pensioni sproporzionate rispetto ai contributi versati, con i diritti senza i doveri, con i contributi a fondo perduto e con i sussidi a pioggia. E’ l’ora di aiutare chi vuole un lavoro, chi lo cerca e si impegna allo spasimo per trovarne uno".

Anche il nostro Matteo Renzi ha da imparare da House of Cards: con un tasso di occupazione al 58% (tra i più bassi d’Europa), è opportuno ridurre la valanga di sussidi non condizionati alla ricerca di un’altra occupazione (cassa integrazione ordinaria e straordinaria, cig in deroga, mobilità) e incentivare chi si dà da fare per cercare una nuova occupazione. La storia dei piloti Alitalia che erano in cassa integrazione a 7mila euro al mese e lavoravano di nascosto è purtroppo emblematica.

Vogliamo parlare dei vitalizi concessi anche a chi ha una condanna penale, di cui abbiamo scritto poco tempo fa
Ha ragione Underwood. Per alcuni personaggi è corretto affermare: “Non hai diritto a niente”, perché i tuoi non sono diritti, ma privilegi acquisiti.


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Beniamino Piccone

CHI E’ BENIAMINO PICCONE (Twitter @beniapiccone)
Private banker presso Nextam Partners Sgr, insegna Sistema Finanziario presso l’Università Carlo Cattaneo-LIUC di Castellanza.
Collaboratore di Repubblica, è l’animatore di Faust e il Governatore, apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico.
Ha curato il volume di Paolo Baffi e Arturo Carlo Jemolo Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (Aragno, 2014) e, con Sandro Gerbi, il volume di Paolo Baffi Parola di Governatore, (Aragno, 2013).

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