Proposte direttive europee antifumo: minori rischi per la salute, maggiore risparmio

Per le malattie da tabacco si spendono ogni anno 25 miliardi di euro

La Commissione europea propone nuove norme per contrastare il fumo di sigaretta. L’obiettivo, in cinque anni, è quello di ridurre il numero dei fumatori del 2% nei paesi della Ue. Le norme consistono nell’obbligo di introdurre un pacchetto generico, di aggiungere sul packaging messaggi e immagini sui danni alla salute provocati dal consumo di tabacco. Il 75% della superficie dovrà essere coperto da immagini shock. Saranno vietati i pacchetti da 10 sigarette, che non consentirebbero questi messaggi sgradevoli. Vietati gli additivi che danno un sapore di menta, fragola o vaniglia alle sigarette e norme più restrittive sulle sigarette elettroniche.

Tonio Borg, commissario Ue per la Salute, spiega che per le cure di malattie legate al fumo si spendono annualmente circa 25 miliardi di euro: "Ogni anno una città delle dimensioni di Francoforte o Palermo viene cancellata dalla nostra mappa", sono troppe le morti, 700mila per malattie legate al tabacco, e ancora troppi i giovani tentati dalle bionde. "I dati parlano da soli – spiega Borg – il fumo uccide la metà dei suoi consumatori e provoca una grave dipendenza". Il tabacco è un problema per la salute individuale e un problema per la società per i suoi costi sociali.

A questa battaglia si oppone la filiera del tabacco, le industrie sono convinte che norme di questo tipo possono dare maggior impulso a contraffazione e contrabbando, specie l’introduzione dei pacchetti generici. Già oggi il business delle sigarette illegali è stimato intorno al 3,4% (rapporto di Nomisma). Queste norme rischiano di danneggiare il settore con la perdita di 60mila posti di lavoro in Italia e 400mila in tutta Europa. Alle proteste si aggiunge la voce delle associazioni di tabaccai.
Le proposte dovranno ora passare al Parlamento Ue e ai singoli Stati membri e l’adozione potrebbe arrivare nel 2014. A quel punto la nuova legislazione entrerebbe in vigore nel 2015.

 

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