Difensore civico, slitta la soppressione – E’ il tramite tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Offre consigli ma può anche inoltrare reclami. Chi al suo posto?

E' il tramite tra cittadino e Pubblica Amministrazione. Offre consigli ma può anche inoltrare reclami. Chi al suo posto?

E’ stato approvato il decreto che rimanda al 2011 la soppressione del difensore civico, che rappresenta i diritti del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione.
L’eliminazione di questa figura di tutela rientra nelle misure di riduzione della spesa pubblica; per ora è solo rinviata senza che si preveda una sostituzione.

Il difensore civico – che non va confuso con il giudice di pace o con il conciliatore – interviene a favore di una persona nei confronti della PA.
E’ detto anche ombudsman, termine svedese che significa «uomo che funge da tramite».
Ed è proprio questa la sua finzione: in sostanza, dà una mano ai cittadini nei procedimenti e nelle situazioni burocraticamente difficili, quando queste si protraggono per un lasso di tempo esageratamente lungo o non si risolvono affatto.

Il suo, è un servizio agile, a disposizione di tutti, gratuito.
In controtendenza rispetto alle lungaggini burocratiche da cui siamo afflitti, l’accesso al difensore civico è estremamente semplice: si contatta telefonicamente o di persona.
Il cittadino si rivolge di solito a questa figura per avere informazioni, consigli e pareri legali sui problemi quotidiani: servizi, certificazioni, licenze, provvedimenti della PA.

Ma non solo: il difensore civico può inoltrare i reclami del cittadino non accolti in prima istanza.

La sua istituzione non è però obbligatoria.
In Italia sono 16 le Regioni che hanno istituito il difensore civico regionale; mentre solo 52 province hanno eletto quello provinciale.

A questo punto, ci si chiede: se sarà abolito, da chi sarà sostituito?

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