Cure all’estero parzialmente a carico del malato

Il cittadino europeo che subisce un ricovero non può chiedere il rimborso totale delle spese sostenute

Se un cittadino europeo, durante una vacanza o un viaggio in un altro Stato membro, è costretto a subire trattamenti ospedalieri, non può richiedere al proprio sistema sanitario il rimborso totale dei costi.
Perché la copertura riguarda solo la quota di costo decisa dallo Stato in cui sono state prestate le cure, dunque al resto deve pensarci chi ha beneficiato del trattamento.

Il principio è stato fissato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea, con sentenza nella causa C-211/08.
Il ragionamento dei giudici si fonda sulla constatazione che poiché ogni paese ha un proprio sistema sanitario e visto che il numero e l’intensità di cure ha un carattere imprevedibile, deve essere applicato il cosiddetto criterio ci compensazione globale dei rischi previsto dal regolamento n. 1408/71. Nel caso contrario, un regola che imponesse ai paesi Ue l’obbligo di garantire ai proprio iscritti un rimborso complementare per le cure impreviste all’estero , “si risolverebbe nell’inficiare l’economia stessa del sistema istituito dal regolamento n. 1408/71”.

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Cure all’estero parzialmente a carico del malato