Corte di giustizia Ue, stop allo spinello libero – La vendita nei coffeshop è ammessa solo ai residenti nei Paesi bassi

La vendita nei coffeshop è ammessa solo ai residenti nei Paesi bassi

Lo spinello può essere venduto solo ai residenti nei Paesi Bassi. E’ quanto ha stabilitola Corte di giustizia Ue sancendo la legittimità dell’ordinanza del burgemeester di Maastricht che vieta la vendita di cannabis e dei suoi derivati ai forestieri.
Una questione datata 2005, quando il borgomastro della città – conosciuta più che altro fino allora per il trattato sulla libera circolazione delle persone – aveva introdotto nel regolamento comunale il limite della residenza per la vendita di stupefacenti leggeri. Provvedimento che determinò la reazione di un coffeshop, il gestore, Marc Michel Josemans, lamentò la discriminazione tra cittadini Ue.

Secondo quanto sostiene il borgomastro, lo spinello libero ha generato un turismo di settore quantificato dalle autorità locali in 3,9 milioni di persone all’anno (11mila al giorno), con un impatto cruento sui 118mila residenti: “fonte di disturbo e di criminalità” e con un “numero crescente di punti vendita illegali di droghe anche pesanti”, tanto da giustificare l’adozione straordinaria di norme limitative sull’erogazione dei servizi.

Sulla scorta di queste considerazioni e sulla “necessità di contrastare la droga, in particolare mediante la prevenzione della tossicodipendenza e la repressione del traffico”, la Corte ha sancito che è “innegabile che un divieto di ammissione dei non residenti ai coffeeshop costituisce un provvedimento idoneo a limitare in modo sostanziale il turismo della droga e i problemi da esso causati”.

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