Conciliazione obbligatoria: servirà l’avvocato, vantaggio economico ridotto – Doveva essere l’alternativa alla causa civile, lunga e costosa. Ma torna l’obbligo di avere un avvocato e la convenienza economica sparisce

Doveva essere l'alternativa alla causa civile, lunga e costosa. Ma torna l'obbligo di avere un avvocato e la convenienza economica sparisce

Doveva essere la nuova stagione del processo civile, ma rischia di diventare uno spettacolo già visto in Italia per altre innovazioni che partono “alla grande” e vengono ridimensionate strada facendo. Sta succedendo così al nuovo regime della conciliazione obbligatoria, una novità importante per le controversie tra privati. La nuova procedura prevista da un decreto del 2010 è in vigore da meno di due mesi (il 21 marzo) e già comincia a perdere i pezzi (e i vantaggi) per strada.

La conciliazione è uno strumento che dovrebbe alleggerire le aule di tribunale dalla montagna di cause civili pendenti (attualmente in Italia sono 5 milioni, molte delle quali di scarso valore economico) e abbreviare i tempi della giustizia. In sostanza prima di fare causa a qualcuno per rivendicare un diritto o chiedere un risarcimento la legge impone di tentare un accordo extragiudiziale, cioè davanti a un organismo di conciliazione abilitato.

A sorpresa rispunta l’avvocato

Lo strumento avrebbe dovuto anche tagliare i costi delle azioni civili perché, nella prima versione, non richiedeva l’assistenza di un avvocato. Un elemento fondamentale per assicurare il successo della conciliazione e farlo davvero diventare un strumento alternativo. Ma la cosa ovviamente non è mai stata molto gradita dagli avvocati che dopo aver proclamato uno sciopero hanno fatto pressione sul governo per una modifica della legge. E l’hanno ottenuta. Il Ministro delle Giustizia Alfano ha annunciato che nella conversione del decreto sviluppo verrà inserito un emendamento che rende vincolante la presenza dell’avvocato durante tutto il procedimento di mediazione obbligatoria.

Un altra modifica sostanziale, questa volta dettata anche da possibili motivi di incostituzionalità, potrebbe essere l’eliminazione dell’obbligo di conciliazione per le cause di valore superiore ai 5mila euro. E chiaro che con questi due paletti, quella che poteva essere una vera novità per la giustizia civile ne esce molto ridimensionata.

I vantaggi residui

La conciliazione – tecnicamente detta “mediazione commerciale” – conserva in ogni caso diversi vantaggi. E’ una procedura:

•  Rapida: si può risolvere anche in una sola seduta. La durata massima è di 4 mesi mentre la durata di un giudizio civile è di anni.

•  Imparziale: il conciliatore è un terzo imparziale, nel senso che non deve avere interessi in comune con nessuna delle parti. Il ministero delle Giustizia pubblica l’elenco dei mediatori abilitati.

•  Semplice: il mediatore deve cercare di trovare un accordo che tuteli gli interessi di entrambe le parti e devono essere le parti stesse a definire i contenuti dell’accordo finale, che può essere anche diverso da quello che prescrive la legge sulla materia e che, una volta firmato, viene omologato dal tribunale e diventa vincolante. Se non si arriva a un accordo le parti possono passare alla via legale.

•  Economica: anche se molto meno di prima a causa della reintroduzione dell’avvocato, resta sempre meno onerosa di una causa civile. Gli onorari del conciliatore sono fissi e contenuti. Ecco la tabella:

Valore della lite (in euro) Spesa (per ciascuna parte)
– fino a 1.000: € 65
– da 1.001 a 5.000: € 130
– da 5.001 a 10.000: € 240
– da 10.001 a 25.000: € 360
– da 25.001 a 50.000: € 600
– da 50.001 a 250.000: € 1.000
– da 250.001 a 500.000: € 2.000
– da 500.001 a 2.500.000: € 3.800
– da 2.500.001 a 5.000.000: € 5.200
– oltre 5.000.000: € 9.200.

Inoltre il compenso ai mediatori è fiscalmente detraibile con la dichiarazione dei redditi, fino a un importo di 500 euro (se la mediazione non ha successo può comunque essere detratta la metà del compenso).

Condominio e Rc Auto rinviati all’anno prossimo

L’universo delle controversie trattabili dal conciliatore è ampio: si va dai diritti reali (proprietà, usufrutto ecc.) alle locazioni, le successioni, i contratti assicurativi e bancari, la responsabilità medica, la diffamazione a mezzo stampa. Rimangono escluse in questa prima fase  solo le liti condominiali e quelle legate alle Rc auto che entreranno nella lista tra un anno, il 20 marzo 2012.(A.D.M.)

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