Cassazione: la casalinga che si infortuna va risarcita anche per il mancato guadagno – Un’invalidità che fa perdere efficienza nei lavori domestici crea un danno patrimoniale, non solo morale. Anche se la casalinga non prende uno stipendio

Un'invalidità che fa perdere efficienza nei lavori domestici crea un danno patrimoniale, non solo morale. Anche se la casalinga non prende uno stipendio

Fare la casalinga è un lavoro a tutti gli effetti. E non solo per i suoi lati peggiori, lo stress e le frustrazioni, ma anche per quello che riguarda la retribuzione. Anche se la donna che dedica la sua vita alla famiglia e alla casa non guadagna un solo euro, il suo lavoro ha un valore economico misurabile. E’ il principio sancito dalla Cassazione nella sentenza che riguarda il danno da risarcire a una signora di Catania, casalinga, vittima di un incidente. Non solo un danno morale a anche, a pieno titolo, un danno patrimoniale. Perché l’invalidità seguita all’infortunio genera a tutti gli effetti un mancato guadagno.

La terza sezione civile della Corte di Cassazione con la sentenza n. 23573 del 2011 ha ribadito definitivamente un concetto già emerso nelle aule dei tribunali: il danno patrimoniale spetta alla casalinga così come a qualsiasi altro lavoratore.

Il caso

La vicenda esaminata dai giudici della suprema corte riguarda una donna di Catania che aveva subito un incidente in motorino riportando una invalidità permanente per la quale la Corte di appello le aveva riconosciuto un risarcimento danni di quasi 94mila euro ma per il solo danno morale. I giudici di merito non avevano ammesso il risarcimento del danno patrimoniale perché non poteva essere provato in quanto la casalinga non percepiva uno stipendio.

La casalinga è ricorsa in Cassazione sostenendo che “non è razionale ritenere che una invalidità permanente particolarmente elevata non spieghi alcuna conseguenza sull’attività di casalinga”. E i giudici le hanno dato ragione sostenendo che “è ormai certo che il danno da riduzione della capacità di lavoro, sofferto da persona che, come la casalinga, provveda da sé al lavoro domestico, costituisce una ipotesi di danno patrimoniale, e non biologico”.

Quindi per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale come ogni altro lavoratore è sufficiente che la casalinga dimostri che i danni permanenti hanno reso più oneroso lo svolgimento del suo compito, diminuendo quindi l’efficienza lavorativa. In sostanza non è necessario che il lavoro sia retribuito. E’ proprio il caso di dire che anche il tempo è denaro.

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