Cassazione, bamboccioni mantenuti a vita – Confermato l’assegno al figlio sposato, ma in attesa di realizzarsi nel lavoro

Confermato l’assegno al figlio sposato, ma in attesa di realizzarsi nel lavoro

Sì all’assegno di mantenimento al figlio maggiorenne – sposato – se è studente universitario e non si è ancora realizzato professionalmente. Lo ha deciso la Corte di cassazione che con la sentenza n. 1830/2011 ha accolto il ricorso di una madre che chiedeva all’ex marito un contributo economico per la figlia maggiorenne e studentessa in medicina che si era sposata con un giovane, anch’esso studente.

La svolta garantista dei giudici, peraltro preceduta da sentenza analoghe, viene così giustificata: “Ritiene questa Corte che il principio anche di recente affermato nella giurisprudenza di legittimità secondo il quale il matrimonio del figlio maggiorenne già destinatario del contributo di mantenimento a carico di ciascuno dei genitori ne comporta l’automatica cessazione debba essere in questa sede ribadito, in quanto trae fondamento da un lato negli obblighi e nei diritti che derivano dal matrimonio, dall’altro lato nel rilievo, sul piano fattuale, che con la costituzione del nuovo nucleo, o coniugi attuano una comunione materiale e spirituale di vita realizzando i molteplici effetti stabiliti dalla legge”. Presupposti, però, che nella fattispecie non ricorrono, vista la giovane età dei coniugi, ecco il motivo della decisione definitiva della Cassazione.

La decisione sta facendo rumore. Da segnalare la presa di posizione di Gian Ettore Gassani, presidente nazionale dell’associazione avvocati matrimonialisti italiani: “quasi il 10% delle procedure familiari riguarda vertenze intentate da figli ultra maggiorenni contro genitori pensionati. Questo dato la dice lunga sulla tenuta morale e sociale in Italia. Urgono leggi finalizzate al recupero di determinati valori che possano evitare migliaia di cause civili di figli maggiorenni a danno dei genitori “. Secondo Gassani e l’Ami solo in presenza di gravi patologie fisiche o mentali un figlio ha diritto di pretendere, superati i 30 anni, di essere mantenuto dai genitori.

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