Case fantasma, un tesoro da 3 miliardi

Il 75% delle sanzioni per il mancato accatastamento andrà a favore dei comuni

Dopo il 31 marzo, data concessa per la regolarizzazione, spetterà ai comuni aprire la caccia alle case fantasma. Secondo le prime stime, dopo quel termine, rimarranno circa 800mila situazioni sospette da valutare. Per favorire l’impegno dei sindaci, il decreto sul federalismo municipale raddoppia le sanzioni per l’emersione che potrebbero arrivare a tre miliardi di euro.

Il decreto prevede che l’agenzia per il Territorio potrà quadruplicare dal primo aprile le sanzioni per gli immobili non dichiarati, così come per le variazioni di destinazione. Inoltre stabilisce che il 75% dell’importo delle sanzioni andrà al comune nel cui territorio si trova l’immobile sotto accusa.

Con le nuove multe – da 1.032 a 8.624 euro per edificio – il potenziale delle sanzioni va da 380 milioni a 3 miliardi di euro. Una torta che premia, evidentemente, i municipi nel cui territorio ci sono più irregolarità.
Inoltre l’emersione degli immobili potrebbe fare emergere i tributi non pagati, facendo lievitare gli introiti.
Comunque va detto che accatastare una casa non significa sanarla dal punto di vista urbanistico. Cioè può essere che un immobile regolarmente accatastato entro il 31 marzo rimane a rischio di demolizione. Spetterà ai sindaci decidere se riscuotere regolarmente i tributi o fare intervenire le ruspe.

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