Cassazione, l’assegno di mantenimento deve essere uguali per tutti i figli

L’assegno ai figli legittimi può essere ridotto se incide sul reddito del padre e sulle possibilità di mantenere i figli naturali

I figli sono tutti uguali. Dunque l’assegno di mantenimento di quelli legittimi va ridotto nel caso in cui incida a tal punto sul reddito del padre da non permettergli di mantenere i nati da una successiva convivenza con lo stesso tenore di vita.

E’ questa la svolta giurisprudenziale sancita dalla Cassazione con la sentenza n. 8227/2011, accogliendo il ricorso di un padre che chiedeva la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore della figlia legittima (400 euro al mese) per tutelare i bimbi nati da una successiva convivenza. Una decisione che sembra prendere in considerazione le famiglie cosiddette “allargate”.

Il caso prendeva le mosse da Roma, dove una persona con lo stipendio di 1.600 euro al mese era stato condannato dal tribunale a versare un assegno di 150 euro alla ex moglie e 400 alla figlia legittima. Intrapresa una altra relazione, l’uomo si rivolgeva alla Cassazione facendo presente che l’assegno di 400 gli avrebbe impedito di mantenere i figli naturali.
Come visto la Suprema Corte ha accolto questa tesi sottolineando che tutti i ragazzi hanno gli stessi diritti, naturali e legittimi.

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