Amare i figli per legge. Le novità della riforma del diritto sulla “filiazione” – Tra i diritti “giuridici” dei figli anche quello di essere amato. E cadono le ultime discriminazioni tra bambini nati dentro o fuori il matrimonio

Tra i diritti "giuridici" dei figli anche quello di essere amato. E cadono le ultime discriminazioni tra bambini nati dentro o fuori il matrimonio

Che il rapporto con i figli non sia sempre facile lo sappiamo. Ma far diventare l’amore un obbligo di legge può essere inquietante. Dopo il debutto sulla scena politica, la parola “amore” entra ora anche in un testo di legge. Per l’esattezza nel disegno di legge delega sulla revisione della normativa in materia di filiazione attualmente all’esame del consiglio dei ministri.

Amore obbligatorio

Si può obbligare ad amare qualcuno per legge? Il Ddl in questione lo fa entrando in un ambito che già di suo è “di confine” tra la legge, da una parte, e la morale o la psicologia delle relazioni umane, dall’altra.

L’attuale articolo 315 del Codice civile viene radicalmente modificato. A partire dal titolo: non più “Doveri del figlio verso i genitori” ma “Diritti e doveri dei figli“.  E fin qui nulla da eccepire. Ma la faccenda diventa delicata quando si tratta di stabilire quali siano questi diritti e doveri. Il  nuovo testo dell’articolo è il seguente:

      “Il figlio ha diritto di essere mantenuto, educato, istruito, amato e assistito moralmente dai genitori nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni.
Il figlio ha altresì diritto di crescere in famiglia, di mantenere rapporti significativi con i parenti e, se capace di discernimento, di essere ascoltato in tutte le questioni e le procedure che lo riguardano”.

L’ultima parte dell’articolo resta quella vecchia e riguarda i doveri del figlio:

      “Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito al mantenimento della famiglia finché convive con essa”.

I figli sono tutti uguali

Ma la novità più importante del Ddl sta nella totale equiparazione tra figli legittimi e figli naturali, cioè nati da genitori non sposati. Spariranno le ultime distinzioni sopravvissute soprattutto in materia di eredità. Attualmente, ad esempio, i figli naturali non hanno rapporti giuridici con i parenti dei loro genitori a eccezione degli ascendenti, cioè nonni e bisnonni. Ciò significa, ad esempio, che non acquisiscono legalmente zii o cugini.

Secondo il sottosegretario alle politiche della famiglia Carlo Giovanardi si avrà “l’assoluta parificazione fra figli naturali e figli legittimi. È importante perché‚ toglie ogni discriminazione per questi minori. Si tratta di misure che estendono i diritti dei figli in generale, senza mettere in discussione, né ipotizzare, nuove tutele per le coppie di fatto”. Un modo indiretto per chiudere definitivamente il discorso sui Dico, e i diritti tra i conviventi non sposati. (A.D.M.)

Amare i figli per legge. Le novità della riforma del diritto sulla &#...