41-bis, quando il carcere diventa un inferno

Isolamento totale e controlli costanti. Che cosa prevede il regime di carcere duro che spaventa anche i peggiori assassini


Una gravidanza durata otto anni
. E’ quanto ci è voluto a Raffaele Cutolo, 65 anni, storico boss della camorra e pluri-ergastolano, per avere una figlia. Sua moglie, 43 anni, ha aspettato tutto questo tempo, fuori dal carcere, l’autorizzazione dei magistrati alla fecondazione artificiale. Perché il marito non ha potuto nemmeno toccarla. Il boss infatti è sottoposto da 14 anni al “41-bis“, il famoso regime di carcere duro, e non può avere contatti diretti con i familiari. Un regime pesante, fatto di limitazioni strettissime, così duro che un altro storico capomafia, Totò Riina – uno che non era certo abituato a implorare – ne ha chiesto più volte la sospensione.

CARCERE DURO: E’ SEMPRE GIUSTO?

Che cos’è il 41-bis

Tipico esempio di espressione burocratica che si è diffusa nel linguaggio comune, il “41-bis” fa riferimento a un articolo aggiunto nel 1992 alle Norme sull’ordinamento penitenziario (legge 354/1975). E’ figlio del precedente regime di carcerazione speciale istituito nel 1977 in piena emergenza terrorismo, e viene introdotto per rispondere alla nuova “emergenza” mafia. Attualmente sono più di 500 i detenuti italiani sottoposti a questo regime. In sostanza si applica ai reclusi per i quali “vi siano elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con un’associazione criminale, terroristica o eversiva”. La parola d’ordine è: isolare, cioè togliere ai boss la possibilità di continuare a gestire dal carcere le loro organizzazioni, come succedeva spesso con l’appoggio di una rete di complicità e intimidazioni.

Sepolti vivi

Oltre all’esclusione da tutti i benefici (lavoro all’esterno, permessi, semilibertà, arresti domiciliari ecc.), vediamo in concreto che cosa prevede il regime 41-bis.

Isolamento. Sono limitati al massimo i contatti con altri detenuti: la cella è singola e il detenuto non ha accesso agli spazi comuni del carcere (biblioteca, palestra ecc.) nè all. L’ora d’aria e il passeggio avviene in vasche di cemento con la presenza di piccoli gruppi di detenuti (5 persone al massimo) o in completa solitudine, per un massimo di 4 ore al giorno. Vengono tassativamente evitati i contatti con detenuti appartenenti alla stessa organizzazione criminale o ad altre organizzazioni rivali.

Setacciati i rapporti con l’esterno

Colloqui. Limitati al massimo anche i contatti con l’esterno del carcere: sono previsti al massimo due colloqui al mese, solo con i familiari conviventi e con l‘avvocato difensore. La durata dei colloqui con i familiari è inferiore a quelle degli altri detenuti. Non c’è possibilità di contatto fisico perché il colloquio deve avvenire attraverso un vetro divisorio e con interfono e, su disposizione del magistrato, può essere sottoposto a registrazione sonora e/o video. Bisogna in sostanza impedire qualsiasi scambio di oggetti tra i soggetti a colloquio.

Telefono. E’ ammesso una telefonata al mese sempre solo con familiari stretti e soltanto dopo i primi sei mesi di applicazione del regime. Sono vietate le telefonate a numeri privati, fissi o mobili: per poter essere contattati, mogli e figli dei detenuti devono recarsi al carcere della loro città e solo qui possono ricevere la telefonata del loro congiunto.

Posta. Tutta la corrispondenza del detenuto in 41-bis viene controllata: buste e pacchi in entrata vengono aperti e controllati, ad eccezione di quelli provenienti dai parlamentari o da altre autorità che hanno competenza in materia di giustizia. Le lettere in uscita devono essere consegnate aperte alle autorità carcerarie.

Alimenti. La lista dei prodotti alimentari che il detenuto può chiedere di acquistare è molto ristretta e non c’è la possibilità di cucinare pietanze all’interno della cella. Non si può far parte della commissione di controllo cucina.

Oggetti personali. Sono limitati sia gli oggetti che le somme di denaro ricevibili dall’esterno. Non sono ammessi, ad esempio, nastri registrabili, apparecchi fotografici (limitate anche le fotografie), libri con copertina rigida e bottiglie. Si possono tenere in cella solo pochi libri, giornali, quaderni e penne.

Sorveglianza. Il 41-bis prevede anche dei questurini speciali: sono i Gom, gli uomini del Gruppo Operativo Mobile, un corpo speciale di polizia penitenziaria che si occupa eclusivamente della custodia e dei trasferimenti (le cosiddette “traduzioni”) di questi detenuti. I Gom addetti a un 41-bis non possono entrare in contato con le altre guardie carcerarie.

(A.D.M.)

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