Nuovo concorso “extra” per dirigenti scolastici: chi può partecipare

Dopo la presentazione di un emendamento di Fratelli d’Italia, il governo ha predisposto lo svolgimento di un corso per chi ha delle pendenze con lo Stato

Nelle frenetiche settimane che accompagnano la presentazione della legge di Bilancio in Parlamento, il governo di Giorgia Meloni è impegnato anche su molti altri fronti che riguardano diversi ambiti sociali e professionali. Nonostante i tempi strettissimi per arrivare all’approvazione della manovra entro il prossimo 31 dicembre, l’esecutivo non vuole tralasciare alcune questioni di fondamentale importanza per il lavoro di milioni di cittadini, anche a costo di intasare ulteriormente il già fitto calendario delle discussioni in Aula.

“Se necessario, lavoreremo anche il giorno di Natale” ha annunciato Federico Freni, sottosegretario al ministero dell’Economia, facendo riferimento ai tanti appuntamenti che attendono deputati e senatori nel mese di dicembre. Un concetto ribadito anche dalla presidente del Consiglio durante l’ultima conferenza stampa tenuta a Palazzo Chigi: “Stiamo lavorando giorno e notte per affrontare tutti i temi più urgenti. Nulla verrà dimenticato, a costo di richiamare al lavoro i parlamentari anche nelle giornate di festa“.

Concorso per dirigenti scolastici, il calendario del governo e il nuovo bando “sanatoria”

L’ultima riunione che la premier ha convocato con i capigruppo delle forze di maggioranza è servita proprio per fare il punto sulle prossime tappe che scandiranno l’azione del Parlamento prima della notte di San Silvestro. Tra i dossier che vedranno l’approdo alla Camera e al Senato ci dovrebbe essere anche un decreto ministeriale che riguarda il mondo della scuola.

Nello specifico, stiamo parlando di un concorso per l’entrata in servizio di nuovi dirigenti scolastici. Il bando verrebbe riservato a tutti quei candidati che, allo stato attuale, hanno pendente un contenzioso nei confronti dello Stato risalente all’ultima procedura concorsuale del 2017.

Concorso per dirigenti scolastici, a chi è rivolto e perché si parla della selezione del 2017

A fronte di alcune decine di migliaia di candidati, sono diverse centinaia gli aspiranti presidi che, in quell’anno, presero parte alla selezione ma poi non poterono entrare di ruolo, venendo dunque esclusi dalla possibilità di diventare presidi.

Le motivazioni che portano alla loro esclusione sono sostanzialmente due:

  • una parte maggioritaria di loro non aveva passato la prova del concorso;
  • una minoranza invece aveva conseguito un risultato sufficiente per poter accedere ad una posizione in graduatoria, ma in un secondo momento questi soggetti erano stati ritenuti inidonei per la mancanza dei requisiti di ammissione al bando di concorso.

Concorso per dirigenti scolastici, l’emendamento presentato da Fratelli d’Italia

L’intervento del governo – nello specifico, il decreto dovrebbe essere stilato da Giuseppe Valditara, nuovo titolare del ministero dell’Istruzione e del Merito – si sarebbe reso necessario a seguito della presentazione in Parlamento di un emendamento che vede come prima ed unica firmataria Carmela Bucalo.

La senatrice (eletta nelle fila di Fratelli d’Italia durante l’ultima chiamata al voto dopo una legislatura trascorsa a Montecitorio) ha infatti depositato una proposta di modifica al decreto Aiuti quater in cui si chiede all’esecutivo di impegnarsi per la riapertura delle assegnazioni dei posti da dirigente scolastico inerenti alla selezione del 2017.

Concorso per dirigenti scolastici, le tempistiche per la riapertura del bando

Entrando nel merito dell’emendamento, il testo depositato a Palazzo Madama in Commissione Cultura (assemblea in cui Carmela Bucalo è capogruppo per il proprio partito) chiede al dicastero competente l’indizione di un nuovo concorso riservato interamente a tutti coloro che, in questi cinque anni, hanno contestato la loro esclusione dalla graduatoria nazionale dei dirigenti scolastici formatasi a seguito della procedura del 2017.

Secondo quanto si apprende dal documento ufficiale firmato dalla senatrice, la richiesta sarebbe stata avanzata “al fine di tutelare le esigenze di economicità dell’azione amministrativa e di prevenire le ripercussioni sul sistema scolastico dei possibili esiti dei contenziosi pendenti“. Per tutti i soggetti interessati viene richiesto lo svolgimento di un “corso intensivo di formazione su base regionale di 120 ore” con tanto di “prova finale” da svolgere una volta frequentate lezioni.

Concorso per dirigenti scolastici, i tempi per il bando

In questo modo, il governo andrebbe ad introdurre una sorta di “sanatoria” per tutti coloro che, pur avendo partecipato al bando, non avevano i requisiti sufficienti e necessari per entrare di ruolo come dirigenti scolastici. Il loro reintegro a distanza di oltre 5 anni dovrebbe servire a sopperire alla mancanza di presidi nelle scuole di molte regioni italiane. Una problematica che anche Lucia Azzolina – ministra dell’Istruzione durante i due governi di Giuseppe Conte – aveva provato ad affrontare, anche se da parte sua non era mai stata avanzata alcuna ipotesi che prevedesse un “condono” per gli esclusi dalla selezione del 2017.

Sta di fatto che l’emendamento è stato approvato da tutta la maggioranza. Ora, il ministro Giuseppe Valditara avrà tempo trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto Aiuti quater per rendere note le modalità tramite cui il corso di 120 di formazione verrà erogato a coloro che presentano una pendenza attiva nei confronti dello Stato. Inoltre, dovranno essere specificate anche le tempistiche per lo svolgimento della prova finale e dell’entrata in graduatoria per coloro che supereranno indenni l’esame conclusivo.

Concorso per dirigenti scolastici, la protesta de candidati che riuscirono ad entrare

La notizia del provvedimento ha scatenato le polemiche da parte di quei candidati presidi che, a seguito di quel concorso, vennero depennati dalla graduatoria nazionale non per la manca di requisiti di idoneità, ma per una loro oggettiva impossibilità ad entrare di ruolo nella sede assegnata (quasi sempre si tratta di esigenze che esulano dallo stretto ambito professionale, sfociando nella sfera personale).

Di seguito pubblichiamo uno stralcio della durissima nota diffusa da un gruppo di soggetti risultati vincitori ma poi esclusi per i motivi di cui sopra:

Noi, docenti vincitori dell’ultimo concorso a dirigente scolastico, successivamente depennati dalla graduatoria di merito perché impossibilitati ad assumere servizio nella sede assegnata sentiamo il bisogno, dopo anni in cui siamo stati decorosamente in silenzio ad osservare l’evolvere delle cose, di esprimere il nostro disappunto in relazione a quanto leggiamo in questi giorni. Leggiamo infatti che, in vista dell’approvazione della legge di bilancio, sono stati proposti diversi emendamenti, volti a garantire la stabilità del sistema d’istruzione, che istituiscono di fatto una forma di “sanatoria” per chi non ha superato le prove del concorso o per chi avendole superate non aveva tuttavia il diritto a prendervi parte. Con questa sanatoria si offre una opportunità, si tende una mano benevola, a tutti , tranne a chi pur avendo vinto con merito non ha potuto accettare , con dolore e dopo tanto sacrificio di studio, la nomina .Riteniamo tutto ciò , senza parafrasi e mezzi termini, una ingiustizia morale e preghiamo chi ha il potere di porvi rimedio d’intervenire. Scongiurate il pericolo che ognuno di noi pensi che la Giustizia sia solo una chimera!