Panama Papers: perché continuiamo a scoprire l’acqua calda

Le "liste nere" rischiano addirittura di trasformarsi in una certificazione di opacità, che attira nuovi capitali anziché allontanarli

Che Panama fosse un centro offshore lo si sapeva da molto prima della divulgazione dei Panama Papers, afferma Donato Masciandaro, direttore del Dipartimento di economia della Bocconi e le modifiche legislative del 2015 non hanno improvvisamente trasformato il paese in un campione della trasparenza.
Il problema è che la comunità internazionale dispone di armi spuntate per contrastare i centri offshore. I dati dimostrano che le “liste nere” rischiano addirittura di trasformarsi in una certificazione di opacità, che attira nuovi capitali anziché allontanarli.
La soluzione più efficace, come suggerito dal Fondo monetario internazionale già negli anni ’80, sarebbe un embargo finanziario. Ma da allora in poi, tra le tante forme di embargo osservate, non se ne è mai registrato uno di tipo finanziario. Forse, allora, nei centri onshore c’è qualcuno che ha interesse a fare sì che i centri offshore continuino ad esistere…

Fonte: Università Bocconi

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