“L’ultima spiaggia” del fisco. Caccia agli evasori sotto l’ombrellone

Partono i controlli sulle spiagge, nei porti turistici e nei locali delle coste italiane per scovare chi spende troppo rispetto al reddito che dichiara

La guerra all’evasione fiscale non conosce stagioni. Anzi, quale occasione migliore del relax d’agosto per pizzicare i furbi che dichiarano al fisco redditi da fame e poi trascorrono l’estate sotto ombrelloni che costano anche 10mila euro a stagione o sborsano 200mila euro per ormeggiare la barca. E così gli 007 del fisco si sono messi al lavoro negli stabilimenti balneari e nei porti della penisola. L’Agenzia delle Entrate annuncia la calda estate dei controlli fiscali: 25mila da realizzare nel 2010 e 35mila in agenda per il 2011.

Le spese che ci mettono a nudo

Obiettivo della campagna è raccogliere elementi utili a ricostruire il reddito dei contribuenti tenendo conto delle spese sostenute per le vacanze. Un paniere estremamente variegato che comprende, per esempio, i pacchetti di viaggio “tutto compreso”, il noleggio di cabine, lettini e ombrelloni, l’affitto di posti barca per l’ormeggio, l’iscrizione a corsi di vela e sub. Il principio è quello del redditometro: si guarda non tanto a come viene prodotta la ricchezza, ma a come viene usata per mantenere un certo tenore di vita

Ma sotto la lente del fisco non cadranno solo i bagnanti. Al setaccio verranno passati anche gli operatori economici che lavorano in concessione demaniale, cioè i gestori degli stabilimenti, e negli altri servizi legati alle attività balneari, dalla ristorazione al noleggio dei gommoni e pedalò, dall’animazione alle discoteche ai giochi per bambini.

Il giro d’Italia del fisco

Il tour fiscale tocca quasi tutte le principali località turistiche degli 8mila chilometri di costa italiana. Dal Tirreno all’Adriatico. Dalla costiera salernitana, dove si controllano i pontili più frequentati come Amalfi e Agropoli, risalendo al litorale laziale coi frequentatissimi lidi di Nettuno, Anzio e Ostia. Dalle spiagge di Abruzzo e Marche fino al lido di Venezia, dove gli ombrelloni super-attrezzati si chiamano “capanne” e possono costare anche 10mila euro a stagione. Per non parlare di località come Alghero, San Teodoro, Villasimius, Orosei, in Costa Smeralda e in altri 60 centri ad alta vocazione turistica della Sardegna.

Un esame particolarmente attento riguarda gli stabilimenti balneari, sia per raccogliere elementi-spia della capacità contributiva dei clienti, sia per riscontrare la veridicità dei dati dichiarati dai gestori. Accertamenti che hanno portato alla luce casi come quello del gestore di un lido sul litorale domizio che dichiarava più incassi in autunno che in estate o di uno stabilimento di Cervia con un reddito annuo dichiarato di 411 euro a fronte dei 36mila euro accertati dall’Agenzia delle Entrate.

Non solo spiagge

Sono 805 i porti turistici attivi sulle coste italiane (di cui quasi un terzo solo in Sicilia e Sardegna) interessati dal piano estivo delle verifiche. L’obiettivo è acquisire notizie sulla capacità ricettiva, sui soggetti che utilizzano il posto barca e sugli operatori che agiscono, a vario titolo, nell’ambito del porto. Andando a colpire un usanza diffusa, quella di gestire circoli esclusivi e approdi di lusso travestiti da associazioni non profit, che in realtà gestiscono vere e proprie attività commerciali aperte al pubblico e non solo ai soci, soprattutto bar e ristoranti. Uno stratagemma per sfuggire alle maglie del fisco.

Nella rosa degli evasori non mancano hotel, bar, ristoranti e discoteche Gli 007 del fisco hanno scovato attività “all black”, cioè svolte senza mai emettere un solo scontrino o ricevuta.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

“L’ultima spiaggia” del fisco. Caccia agli evasori s...