Trump non bluffa e sfida il Messico: “Pronti a tassare i loro prodotti del 20%”

Poi frena: "E' una delle ipotesi". Ma sono scintille tra il neo presidente e il Messico

(Teleborsa)Molti tra i più  accreditati analisti politici internazionali chiamati a dire la loro sui possibili scenari post Trump,  erano convinti che la linea dura targata Tycoon durante la campagna elettorale, altro non fosse che una sorta di grande bluff acchiappaconsensi a stelle e strisce. Tradotto: molto, moltissimo fumo per confondere le idee ma, alla fine, pochissimo arrosto. Pensate per far leva sull’opinione pubblica sulla spinta del populismo più diffuso, erano in tanti a essere certi che la maggior parte di quelle promesse non sarebbero state mantenute non appena l’ex magnate avesse ufficialmente messo piede alla Casa Bianca.
Ma sembra proprio che il neoeletto presidente degli Stati Uniti non abbia nessuna voglia di fare retromarcia. Molto fumo, dunque, ma sembra anche tanto arrosto.

THE WALL – Iniziano le scaramucce. Non di certo tra innamorati. Il presidente messicano Enrique Pena Nieto, infatti, ha annullato l’incontro fissato per martedì prossimo alla Casa Bianca perché non vuole pagare il muro al confine con gli Usa, che costerà 12-15 miliardi di dollari.
Si è, dunque, ufficialmente aperto lo scontro tra Washington e Mexico City dopo la firma dell’ordine esecutivo per la costruzione del muro.

TONI ALTI, DAZI PURE – Donald Trump che fa? Freschissimo di insediamento, già alle prese con la prima crisi diplomatica e la prima guerra doganale, il presidente Usa non ne vuole sapere di abbassare i toni. E allora? Alza i dazi annunciando che imporrà dazi doganali del 20% sulle merci messicane importate in Usa, che permetterebbero di raccogliere circa 10 miliardi di dollari l’anno, per finanziare la barriera.

A gettare (poca) acqua sul (tantissimo) fuoco che non basterà a spegnere l’incendio divampato ci pensa Sean Spicer, portavoce della Casa Bianca.chiamato subito, come da previsioni, a mettere una pezza ogni volta che Trump creerà un buco (diplomatico): “Cercheremo una data per fissare qualcosa in futuro. Manterremo aperte le linee di comunicazione”. 

USA-CUBA, PROVE DI (RI)CONGELAMENTO – Nel frattempo, tornano tesi anche i rapporti con Cuba con il presidente  Raul Castro che fa sapere di non volersi piegare ai diktat del presidente americano per proseguire il disgelo avviato da Obama: “Continueremo a negoziare” ma senza che questo implichi “concessioni legate alla nostra sovranità e indipendenza”.

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