Il “tradimento” dei social network. Il fisco a caccia di evasori sul web

Facebook innanzitutto. Ma anche eBay e Google Earth. Sono le nuove fonti di informazione per il redditometro. Su case, barche e acquisti di lusso

Taci, il fisco ti legge. E lo fa online. E’ “l’ultimo grido” in fatto di lotta all’evasione fiscale. D’altronde era stato annunciato: gli strumenti d’indagine del fisco, e più in particolare il fatidico redditometro, hanno preso nuove strade. E tra queste ovviamente non poteva mancare il web 2.0.

Attenti alle confidenze online

E così gli 007 dell’Agenzia delle Entrate sono diventati utenti abituali dei social network e non solo. Partendo da una tesi: in quegli “ambienti” si trovano un sacco di informazioni utili per le indagini. Su Facebook, per esempio. Si sa che la spinta a socializzare e il clima informale stimolano le confidenze. E’ facile quindi che un utente si lasci andare a confidenze sull’ultimo acquisto di lusso, la casa, barca o la crociera da favola. E dietro a ogni vanteria si può nascondere un’evasione. Inoltre è molto utile – spiegano all’Agenzia delle Entrate – per localizzare chi ufficialmente risiede all’estero ma di fatto vive in Italia.

Ma il “tradimento” di internet non finisce qui. Visto che si parla di acquisti rivelatori quale altro miglior serbatoio di informazioni delle aste online in stile eBay. Chi ci sarà dietro l’acquisto di un Rolex?

Il Grande Fratello satellitare a caccia di barche e case abusive

Anche Google Earth, il famoso sistema di cartografia satellitare online, si è dimostrato utilissimo nella caccia all’evasore. Ad esempio per contare il numero di barche ormeggiate nei vari yachting club della penisola. O per
contrastare l’abusivismo edilizio e i famosi “immobili fantasma“: in molte aree del paese è stato accertato infatti un sostanziale divario tra gli immobili “ufficiali”, cioè risultanti al catasto, e quelli effettivamente costruiti e visibili dal satellite.

Con l’ultima manovra correttiva i proprietari di case non censite hanno avuto la possibilità di denunciarle. In caso contrario il fisco attribuirà all’immobile una rendita catastale “presunta” sul quale pagare le imposte, oltre che una pesante sanzione. Un primo passo che porterà poi alla gestione del “catasto integrato“, in base a un accordo raggiunto tra governo, province e comuni. L’occhio telematico non perdona. (A.D.M.)

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