Torna la tassa di successione. Patrimoniale dietro l’angolo?

L'ipotesi è quella di una tassa di successione progressiva. E il piano B è sempre la patrimoniale

Messi gli ormai famigerati 80 euro nella busta paga di maggio per 10 milioni di lavoratori italiani, non accennano a placarsi le polemiche riguardo le coperture economiche con cui il governo Renzi potrà effettivamente rendere strutturale un bonus mensile che, al momento, è certo solo per quanto riguarda l’anno 2014. Molto dipenderà dagli effetti della spending review e dalla scommessa su un’economia in crescita, ma se non si dovessero realizzare tutte le condizioni ipotizzate dal duo Renzi-Padoan, il governo rischierebbe di dover ricorrere ad un piano B. Ed in questo senso, sebbene da parte dell’esecutivo non sia ancora mai stata avanzata nessuna ipotesi in merito, alcune carte tecniche e simulazioni fanno pensare che in caso di necessità non sarebbe escluso a priori il ricorso ad una tassa patrimoniale.

STUDI E SIMULAZIONI DI PATRIMONIALE – Si sarebbero intensificati nelle ultime settimane gli scambi di dati e le interlocuzioni tra la Banca d’Italia, l’Istat e il ministero dell’Economia attorno alle ipotesi di interventi fiscali sulle attività finanziarie. Esistono carte tecniche e simulazioni sui 3.670 miliardi di euro che le famiglie italiane posseggono in attività finanziarie: una ricchezza suddivisa principalmente tra bot e btp (che, ricordiamo, saranno esenti dall’innalzamanto al 26% restando dunque tassati al 12,5%), obbligazoni, quote di fondi comuni di investimento, azioni, polizze sulla vita e conti correnti. Un intervento una tantum pari all’1 per mille su questa montagna di soldi, per fare un esempio pratico, frutterebbe 3,67 miliardi. Sul tavolo del governo non ci sono decreti già scritti né bozze pronte per il consiglio dei ministri in questo senso, ma si tratta comunque di ipotesi “di scuola” da tener presenti in caso di necessità. Nel caso, a esempio, le coperture varate da palazzo Chigi per i primi interventi fiscali (il bonus 80 euro e il taglio Irap) si rivelassero inconsistenti, come hanno ipotizzato tecnici del Senato “strigliati” dallo stesso Renzi. se la crescita del pil, che l’esecutivo indica a più 0,8% nel 2014, dovesse rivelarsi più modesta, i conti pubblici potrebbero subire un contraccolpo importante, portando a un rapporto tra lo stesso pil e il deficit più vicino, se non oltre, la soglia critica del 3%.

IL CATASTO – E’ in via di completamento il lavoro di rivisitazione dei valori catastali (SE NE PARLA QUI). Ad oggi, sono fermi all’anno 1989, risultando mediamente più bassi di 2-3 volte rispetto ai valori di mercato. L’adeguamento non sarebbe in sé un fatto negativo, ma il trucco sta nel fatto che attualmente sui valori catastali si basa la tassazione della casa (ex IMU), per cui, se man mano che questi vengono rivalutati, le aliquote ex IMU non scenderanno, per il contribuente medio si tratterà di pagare un’imposta sulla casa di 2-3 volte in più dei livelli odierni. Per ovviare alla questione, il governo potrebbe prendere in considerazione l’ipotesi – si apprende – di fare pagare la tassa sulla casa sui metri quadrati e non più sui valori catastali.

TORNA LA TASSA DI SUCCESSIONE – Altra tassa in arrivo è sulla successione. Il governo Berlusconi l’aveva abrogata nel 2011, il governo Prodi l’aveva reintrodotta nel 2006, ma prevedendo una franchigia di un milione di euro. Al di sopra di questa cifra, l’eredità viene tassata al 4%. Se il lascito, ad esempio, è di 1,5 milioni di euro, il beneficiario dovrà sborsare il 4% sui 500 mila euro oltre la soglia esentata, ossia 20 mila euro. Il premier Renzi, invece, vorrebbe abbassare la franchigia a soli 100 mila euro (meno di un immobile di periferia) e prevedere una tassazione progressiva, con aliquota anche del 30% oltre il milione di euro.

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