Le parole della stagione politica

I servizi dei Tg sono incomprensibili? I politici parlano arabo? Breve elenco di vecchie e nuove espressioni per capire la politica fiscale


Tesoretto, Dpef, scalone, manovra fiscale, tagli di spesa. Un rosario di termini, a metà tra lo specialistico e il politichese, sgranato quotidianamente da giornali e tv. Espressioni a cui alla lunga ci abituiamo, che diventano familiari nostro malgrado. Ma sappiamo che cosa significano esattamente? Perché si discute tanto di come utilizzare il misterioso extra-gettito? E che diavolo c’è di così affascinante in questo equilibrio deficit-pil che tutti i governi tentano faticosamente di raggiungere?

Ecco una guida minima ai termini più usati nell’autunno politico in vista della Finanziaria, per leggere un giornale o seguire un Tg senza sensi di inferiorità. ALIQUOTA SECCA. Si riferisce all’introduzione di un’unica aliquota d’imposta al posto delle aliquote progressive. Nella fattispecie si riferisce alla tassazione degli affitti: il proprietario verserebbe al fisco il 20% del canone annuo (invece che aggiungerlo agli altri redditi e tassarlo con l’aliquota progressiva più alta), mentre l’inquilino potrebbe dedurre l’affitto dalla sua Irpef. Un modo per far emergere gli affitti in nero.

CUNEO FISCALE. E’ la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dall’impresa e la retribuzione netta che finisce nella busta paga dei lavoratori, differenza data dal carico fiscale e contributivo che pesa sul lavoro dipendente (in Italia e circa del 35%). La riduzione del cuneo fiscale è uno degli obiettivi del governo Prodi, che dovrà fare i conti però con la conseguente riduzione delle entrate fiscali.

DPEF. Sta per Documento di Programmazione Economico-Finanziaria. E’ il documento con il quale si individuano le linee della politica economica e si fissano i macro-obiettivi del bilancio dello Stato per gli anni a venire. L’ultimo in ordine di tempo è stato approvato dal governo agli inizi di luglio per il periodo 2008-2011.

MANOVRA FISCALE. E’ un provvedimento ad ampio spettro in materia tributaria che ha lo scopo di recuperare delle entrate. Tipicamente è associato alla legge finanziaria col nome di “collegato fiscale”.

RAPPORTO DEFICIT-PIL. E’ il rapporto tra il deficit (o disavanzo) pubblico, cioè la situazione economica in cui le uscite dello Stato in un dato periodo (in genere un anno) superano le entrate, e il prodotto interno lordo, cioè il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all’interno del paese nello stesso periodo (in pratica la misura della ricchezza del paese). Una delle principali condizioni richieste dall’Unione Europea agli Stati che hanno adottato l’euro è che questo rapporto non superi il 3%. Il governo stima che per quest’anno il rapporto si stabilizzi sul 2,5%, quindi sotto la soglia.

SCALONE (E SCALINI). E’ l’espressione coniata per rappresentare “visivamente” l’aumento dell’età pensionabile prevista dalla riforma Tremonti-Maroni e dai successivi aggiustamenti. Lo “scalone” stabilito dal precedente governo era l’allungo di tre anni, a partire dal 2008, dell’età minima per la pensione: dai 57 ai 60 anni, fermi restando i 35 anni di contributi. Il salto, ritenuto troppo brusco, è stato però abolito dall’attuale governo e sostituito con un sistema di aumenti graduali, gli “scalini” appunto.

TAGLI DI SPESA. Ci si riferisce alla riduzione delle spese pubbliche allo scopo di ridurre il disavanzo dello Stato.

TESORETTO O EXTRA-GETTITO. Si tratta di un aumento “inaspettato” delle entrate fiscali, cioè delle tasse pagate dai contribuenti, dovuto a diversi fattori tra cui la crescita dell’economia (più redditi, più tasse) e un parziale recupero di evasione fiscale. L’ammontare di questo gruzzolo si aggirerebbe sui 5,5 miliardi di euro (4 per il 2007 e 1,5 per il 2008). Si è discusso a lungo su come utilizzare questo denaro: ad agosto è entrato definitivamente in vigore un decreto che, tra l’altro, destina l’extra-gettito alle pensioni e al taglio del cuneo fiscale (# v.) per banche e assicurazioni. (A.D.M.)

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