Tasse sulla casa da record nel 2015. Miglioramenti in vista per l’anno in corso

(Teleborsa) Il 2015 è stato un anno davvero difficile per gli italiani, a causa non solo del clima antieconomico ma anche delle tasse, che in Italia, come noto, superano la media UE. Secondo alcuni calcoli effettuati dalla CGIA, l’associazione che rappresenta le piccole e medie imprese venete, le famiglie e le imprese italiane sono state letteralmente svenate dalle tasse, arrivando a pagare 29 miliardi in più in sei anni. In particolare le imposte nazionali al netto del bonus Renzi sono salite del 6,1% e le tasse locali dell’8%. Neanche a dirlo in questo periodo l’imposta che ha subito l’incremento più sensibile è stata quella sugli immobili: se nel 2010 l’ICI consentì ai primi cittadini di incamerare 9,6 miliardi, nel 2015 i sindaci con l’IMU e la TASI hanno incassato ben 21,3 miliardi (variazione in termini assoluti pari a +11,6 miliardi che corrispondono a una variazione del +120%).

Di questo passo le tasse sulla casa sono arrivate a livelli record. Secondo un’analisi di Infodata, nel 2015 le imposte sugli immobili sono state pari a 43,9 miliardi, con un peso pari al 2,7% del PIL, valore che da solo è arrivato a coprire il 5,3% delle entrate tributarie dello Stato e il 58,5% di quelle dei Comuni.

Nel 2016, però, le cose sono destinate a cambiare grazie alle esenzioni sulle prime case che hanno interessato 16 milioni di italiani e alle altre agevolazioni introdotte dalla legge di Stabilità, come l’abolizione dell’IMU sulle attività agricole e sugli “imbullonati”. Si prevede, infatti, che la pressione fiscale sul mattone tornerà presto sui livelli del 2013, con un peso pari a 2,4% del PIL.

Con l’abolizione delle imposte sulla prima casa, che per l’anno in corso porterà a 3,7 miliardi di euro di risparmi per i cittadini, l’impegno economico più importante del 2016 per le famiglie italiane verrà dal pagamento della prima rata dell’IMU-TASI sulle seconde/terze case e sugli immobili a uso strumentale. Secondo un rapporto della UIL, il costo medio dell’IMU/TASI su una seconda casa sarà mediamente poco più di 1.000 euro (535 euro da versare con l’acconto), con punte di oltre 2 mila euro nelle grandi città.  Vale la pena ricordare che non tutti i possessori di una prima casa sono esonerati dal pagamento delle tasse (IMU-TASI), visto che i tributi saranno dovuti per i proprietari di ville, di abitazioni di lusso e di dimore signorili (categorie catastali A1, A8 e A9). In tal caso il costo medio sarà di circa 2.600 euro (1.305 euro l’acconto di giugno), con punte di oltre 6 mila euro.

Non è esonerato dal pagamento delle tasse chi possiede invece una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale (cantine, garage, posti auto, tettoie), per la quale l’IMU/TASI va versata con l’aliquota che spesso è quella delle seconde case, con costi medi di 55 euro, con punte di 110 euro.

 

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