Tasse, arriva la stangata di marzo. Buste paga più leggere

Il decreto salva-Italia presenta il conto, sul prossimo stipendio gli aumenti Irpef approvati da Comuni e Regioni

Sarà una fine mese sgradevole per gli italiani. Nelle buste paga di marzo sarà calcolato il conguaglio dell’aumento delle addizionali regionali Irpef  2012 (previsto in via retroattiva dal decreto salva-Italia) e l’acconto del 30% delle addizionali Irpef, sbloccate dalla manovra estiva.
Secondo una ricerca realizzata dalla Uil la doppia stangata potrebbe arrivare fino a 371 euro per l’imposta regionale, mentre per il giro di vite municipale è previsto un costo medio di 177 euro.

In pratica per l’addizionale regionale si deve pagare il conguaglio dell’aumento regionale fissato per tutte le Regioni allo 0,33%: è obbligatorio e porta l’aliquota dallo 0,9 all’1,23%. Secondo i calcoli della Uil servizio l’aumento in questione vale mediamente 76 euro. Nel biennio si pagheranno 152 euro in più. E attenzione su questa imposta non si applicano detrazioni e deduzioni fiscali, dunque l’aliquota si calcola sull’imponibile pieno.

Per le addizionali comunali va pagato l’acconto del 30%. Ad oggi 300 Comuni hanno varato gli aumenti, fra i quali sette capoluoghi: Chieti; Agrigento; Brescia; Catanzaro; Teramo; Viterbo; Ferrara.
Inoltre Comuni hanno tempo fino al 30 giugno, data successiva alle elezioni amministrative, per aumentare l’Irpef e dunque i contribuenti italiani potranno aspettarsi altre cattive notizie.
In attesa della ‘tegola’ che pioverà sulla testa di molti cittadini a giugno, con il ripristino dell’imposta sulla casa, ovvero con l’arrivo della nuova Imu.

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